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Anche a Trento il presidio a fianco della Sea-Watch e di Carola #fateliscendere

L'appuntamento è oggi, giovedì 27 giugno, alle 18.30 in piazza d'Arogno. L'iniziativa dell'Assemblea Antirazzista Trento. Futura: "Noi stiamo con l'umanità e con la verità. Noi stiamo con Sea Watch!”

Pubblicato il - 27 giugno 2019 - 13:35

TRENTO. Non solo sui social, i cittadini hanno deciso di scendere in piazza per esprimere la propria solidarietà ai naufraghi della Sea-Watch 3 della Ong tedesca, in mare da ormai 15 giorni con 42 persone a bordo, e alla comandante della nave, Carola Rackete.

 

Quest'ultima mercoledì aveva deciso di forzare il divieto di ingresso nelle acque territoriali, fermandosi davanti al porto di Lampedusa. Fino ad ora non è arrivata alcuna autorizzazione di sbarco.

 

Intanto i cittadini in tutto il Paese si stanno mobilitando. Se a Lampedusa parroco e attivisti trascorrono le notti sui gradini del sagrato della chiesa, la mobilitazione si sta trasferendo anche in altre diverse città.

 

A Trento la cittadinanza è invitata a partecipare al presidio cittadino in via Garibaldi / Piazza d'Arogno a partire dalle 18.30. L'iniziativa è stata rilanciata dall'Assemblea Antirazzista Trento.

 

Ad intervenire sulla questione è stato anche il direttivo di Futura. “Qualcuno ci vuole far credere che una nave con 42 migranti allo stremo sia un pericolo per il nostro Paese. Qualcuno ci vuol far credere che dobbiamo difenderci da una immaginaria invasione. Noi stiamo con l'umanità e con la verità. Noi stiamo con Sea Watch!” viene spiegato con una nota.

 

“Carola, la capitana della nave – viene spiegato - ha deciso con la sua testa, perché non poteva restare inerme davanti a una legge ingiusta. Ha scelto di disobbedire. Sul valore della disobbedienza civile ci ha insegnato tanto Hannah Arendt. Non abbassiamo la testa di fronte a oppressione e ingiustizia. Ora tocca a noi sostenere Carola, tocca a noi dire basta a questa disumanità”.

 

Le nostre istituzioni, dal livello locale a quello nazionale – conclude la nota - devono farsi sentire per garantire i diritti sanciti dalla Costituzione. “Ci appelliamo al Presidente Mattarella, massimo garante della Costituzione, affinché fermi questo scempio prima che sia troppo tardi”.

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