''Appesi'' da tre giorni in parete rifiutano per due volte l'intervento dell'elisoccorso (dopo essere già stati salvati una settimana fa)
Una coppia di Barcellona, un 45enne e una 36enne, già martedì scorso era stata soccorsa su un'altra parete. I due alpinisti adesso sono sulle Tre Cime di Lavaredo e hanno trascorso due notti all'addiaccio con il meteo in peggioramento e la madre di uno di loro che ha avuto un malore. Loro non vogliono essere recuperati e anzi, non rispondono più al telefono

AURONZO. I due alpinisti spagnoli sono ancora "appesi" alla parete delle Tre Cime di Lavaredo e continuano a rifiutare l'aiuto del Soccorso alpino, nonostante l'elicottero si sia alzato già due volte in volo per intervenire, anche su richiesta della famiglia in ovvia apprensione.
Non è ancora terminata l'avventura della coppia di Barcellona, un 45enne e una 36enne, che martedì scorso era stata soccorsa su un'altra parete. I due alpinisti hanno già trascorso due notti all'addiaccio e ora il meteo è in peggioramento, ma ancora non intendono autorizzare il soccorso alpino all'intervento. Anzi, non rispondono più al telefono.
Nella mattina di ieri, domenica 1 settembre, la coppia, che aveva già rifiutato un primo recupero con l'elicottero per proseguire in modo autonomo la scalata, è stata individuata a metà della via Cassin e quindi aveva raggiunto la cengia alta. A quel punto si sono trovati nuovamente in difficoltà e hanno chiesto informazioni sul rientro al soccorso alpino.
Dalle foto ricevute, i soccorritori hanno capito che i rocciatori si trovavano dalla parte opposta rispetto alla normale. Dopo aver spedito due relazioni e aver spiegato dove si trovavano esattamente e quanto avrebbero dovuto fare, le unità del soccorso alpino li hanno invitati ad attendere le prime luci e ripartire all'alba, per non mettersi in condizioni di rischio in quanto avevano già passato una notte in parete.
Non solo, i soccorsi hanno chiesto al personale del rifugio Auronzo alle Tre Cime di Lavaredo di tranquillizzare i genitori dell'uomo, la cui madre già ieri mattina aveva avuto un malore causato dall'agitazione. Stamane i soccorritori hanno mandato un messaggio al rocciatore per sapere come stavano e le condizioni dopo quasi 72 ore in parete.
Un messaggio caduto nel vuoto, la macchina dei soccorsi non aveva ricevuto risposte. Così è stato chiesto ai genitori se volessero autorizzare l'intervento dell'elicottero per una seconda perlustrazione. La risposta è stata, ovviamente, affermativa e si è levato in volo l'eliambulanza di Treviso con a bordo l'equipe del soccorso alpino della guardia di finanza per indirizzare l'equipaggio sulla via.
Dopo poche rotazioni, i due alpinisti sono stati individuati: poco distanti da dove si trovavano ieri sera. Nonostante il tempo in peggioramento, gli scalatori hanno, nuovamente, rifiutato di essere imbarcati e l'elicottero è rientrato. Più tardi l'uomo ha iniziato a mandare foto degli ancoraggi e della vista della Cima Grande per far capire la propria posizione e avere ulteriori indicazioni.
Il soccorso ha sollecitato nuovamente il 45enne a chiedere subito l'intervento dei soccorsi a causa anche delle previsioni del tempo, per non rendere ulteriormente più difficile il rientro e per l'evidente stato di preoccupazione dei genitori. A quel punto l'alpinista ha smesso di rispondere. Il soccorso alpino continua a monitorare la cordata, pronto a intervenire in caso di necessità.













