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| 04 set 2019 | 20:28

Alpinisti ''appesi'' sulle Tre Cime, conto da 30 mila euro ma loro non vogliono pagare. Zaia pronto alle vie legali

La coppia è stata recuperata nel pomeriggio di lunedì, dopo ore di apprensione, anche da parte della madre di Martinez che aveva accusato un malore, prima di essere portati in salvo a quota 2.750 metri e accompagnati dall'elicottero dell'Aiut alpin di Bolzano al rifugio Auronzo. Ecco i costi tra Suem di Pieve, Suem di Treviso e Aiut alpin

Alpinisti appesi'' sulle Tre Cime, conto da 30 mila euro ma loro non vogliono pagare

AURONZO. E' ormai il caso dell'estate, i rocciatori spagnoli soccorsi sulla cima ovest delle Tre Cime di Lavaredo non vogliono pagare il conto presentato dalla Usl Dolomiti. Una cifra che si avvicina ai 30 mila euro sulla base di un tariffario regionale che è stato approvato nel 2011, con delibera di giunta. E il presidente Luca Zaia intende usare il pugno duro, se non dovessero adempiere, la regione è pronta all'azione legale. 

 

La vicenda è ormai nota, gli alpinisti sono rimasti "appesi" in parete per tre giorni e prima di farsi soccorrere hanno rifiutato l'intervento del soccorso alpino per tre volte e David Crespo Martinez, taxista di Barcellona 45enne con la passione per la montagna, e la compagna Susana Delhom Viana, punterebbero sull'errore di comunicazione (Qui articolo).

 

La coppia è stata recuperata nel pomeriggio di lunedì, dopo ore di apprensione, anche da parte della madre di Martinez che aveva accusato un malore, prima di essere portati in salvo a quota 2.750 metri e accompagnati dall'elicottero dell'Aiut alpin di Bolzano al rifugio Auronzo

 

E' vero che i soccorsi sono stati lanciati dai familiari, ma poco importa e resta che gli elicotteri di emergenza si sono alzati in volo quattro volte per aiutare i due alpinisti spagnoli sulle Tre Cime di Lavaredo e il conto è salato in quanto in tre casi su quattro si parla di interventi non di natura sanitaria, dunque interamente a carico dei richiedenti.

 

Il tariffario. La Regione stabilisce che l’elicottero deve essere pagato quanto l’intervento non è di natura sanitaria. Per gli italiani la tariffa è di 90 euro a minuto, con un massimo di costo di 7.500 euro. I veneti pagano il 20% in meno. Per gli stranieri il costo è di 120 euro a minuto di volo, senza tetto massimo. L’Aiut alpin, invece, fattura 140 euro per ogni minuto di volo dell’elicottero di emergenza.

 

In questo caso specifico sono tre le uscite da fatturare. L’intervento del Suem alla madre dell'alpinista, che si era sentita poco bene per l’agitazione, è di natura sanitaria. "Domenica mattina il nostro elicottero di Pieve di Cadore ha fatto una ricognizione - ha spiegato Giovanni Cipolotti, il primario del Suem 118, al Corriere delle alpi - per volare per circa un’ora. Lunedì c’è stata una missione del Suem di Treviso, durata circa 1 ora e 45 minuti e poi c’è quella dell’Aiut alpin che ha recuperato i due alpinisti lunedì. Anche in questo caso parliamo di un periodo di volo tra i 45 e i 60 minuti".

 

Il conto è presto fatto: la missione del Suem di Pieve costerà circa 7.200 euro, quella del Suem di Treviso oltre 12 mila; quella dell’Aiut alpin oltre 8 mila euro per una fattura intorno ai 30 mila euro. La variabile dipende dagli effettivi minuti di volo, che deve trasmettere il pilota e questa settimana l’Usl elaborerà il conto definitivo. Se i due alpinisti non sono assicurati, dovranno fare un bonifico. Se non pagheranno, anche attraverso rateizzazione, nemmeno dopo i solleciti, la pratica passerà all'agenzia per il recupero crediti.

 

Anche il presidente Zaia non intende mollare il colpo, la regione è pronta alle vie legali. Anche perché gli interventi andati a vuoto comportano anche dei costi sociali. E' evidente che l'elicottero in azione a Lavaredo non potesse essere utilizzato per eventuali altre urgenze. 

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