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Quanto costano i soccorsi in montagna? Diversi interventi per persone affaticate o che si erano perse: ecco quando (e perché) si paga

Fra Trentino e Veneto recentemente si sono registrati diversi interventi da parte del soccorso alpino per persone affaticate o che si erano perse nei boschi. Ecco quali sono i costi degli interventi e quando si deve pagare (anche per l’elicottero)

Di Tiziano Grottolo - 05 settembre 2022 - 16:26

TRENTO. Negli ultimi giorni fra Trentino e Veneto si sono registrati diversi interventi da parte del soccorso alpino per persone affaticate o che si erano perse nei boschi. In un caso recente due escursionisti sono stati accompagnati a valle con l’elicottero dopo che, scendendo dal Bivacco Fanton (sulle Marmarole), si erano bloccati perché stanchi e per questo incapaci di proseguire.

 

Questo episodio riporta alla memoria uno dei casi più eclatanti con una coppia di alpinisti spagnoli che, dopo essere stata soccorsa una prima volta, aveva rifiutato per ben due volte l’intervento dell’elisoccorso nonostante si trovassero in difficoltà durante l’ascesa della via Cassin sulle Tre Cime di Lavaredo. Purtroppo può capitare che escursionisti impreparati, tanto locali quanto turisti, si trovino in difficoltà e per questo decidano di chiedere aiuto al soccorso alpino che, va sottolineato, è sempre pronto a intervenire in qualunque situazione.

 

Eppure, nonostante l’impegno dei soccorritori, ammonta a quasi mezzo milione il debito ancora da saldare al soccorso alpino dal 2020 a oggi, per tutti quegli escursionisti che non hanno pagato i conti dopo aver attivato interventi “non urgenti” sulle Dolomiti bellunesi. Infatti dal 2020 ad oggi sono state emesse dell’Ulss 1 Dolomiti ben 769 fatture per un totale di oltre 1 milione di euro (1.241.118,04 euro).

 

Ma in genere quando si è tenuti a pagare per gli interventi in montagna? In Trentino le “Prestazioni di elisoccorso” in caso di ricovero, coincidono più o meno con il costo del normale ticket cioè 36,15 euro. Invece, per le prestazioni chieste da persone che si trovano in grave pericolo per ambiente ostile ma incolumi (per esempio un escursionista bloccato in parete), per le quali il medico intervenuto non abbia disposto l’invio immediato a un pronto soccorso ospedaliero c’è da pagare una quota di 750 euro. Infine, per le prestazioni totalmente inappropriate sotto il profilo sanitario (procurato allarme): qualora venga individuato l’autore della richiesta, questi è tenuto a corrispondere l’intero costo dell’intervento che si calcola in base a un rapporto euro/minuto di volo che varia fra 98 e 140 euro in base all’elicottero utilizzato. In questi casi rientrano anche quelli in cui gli escursionisti si avventurano in montagna senza l’attrezzatura adeguata. 

 

In Veneto invece le tariffe dell’elisoccorso sono leggermente diverse. Gli interventi sono a carico del Servizio Sanitario Regionale qualora si siano verificate tutte le seguenti condizioni: l’intervento è disposto dalla Centrale Operativa del Suem; sussistono le condizioni di emergenza/urgenza; le condizioni cliniche del paziente non consentono il trasporto con altri mezzi; il trasporto è seguito da ricovero ospedaliero o da accertamenti presso il Pronto Soccorso; il trasporto è diretto all’ospedale territorialmente competente o ad altro ospedale identificato dalla Centrale Operativa. Quando però non sussistono tutte queste condizioni il costo del servizio ricade sull’utente, salvo il caso in cui l’intervento sia stato richiesto da terzi senza il consenso dell’interessato.

 

Per tutti gli altri casi il soccorso con lelicottero ha una tariffa di 90 euro al minuto di volo, con un tetto massimo fissato a 7.500 euro. A differenza del Trentino però, in Veneto c’è un vero e proprio tariffario anche per le altre casistiche. L’intervento dell’ambulanza costa 150 euro, ne servono invece 180 per l’idroambulanza a cui si aggiunge l’intervento medico per altri 100 euro. Per un cosiddetto intervento di Search And Rescue (ricerca e soccorso) con sole squadre a terra il costo per ciascuna squadra (fino a 3 soccorritori) viene quantificato in 200 euro, mentre per ogni ora aggiuntiva di operazioni oltre la prima per ciascuna squadra si aggiungono 50 euro fino a un massimo di 1.500 euro. L’obiettivo di far pagare, oltre che per contribuire al mantenimento del servizio, serve anche per responsabilizzare le persone che sempre più spesso scelgono la montagna per le escursioni. 

 

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