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Arriva l'influenza (e si annuncia più aggressiva): 2 i decessi in Trentino lo scorso anno, 6 i casi gravi. Il Dipartimento prevenzione: "Ordinate 80mila dosi di vaccino"

La stagione influenzale (ottobre-marzo) ha preso inizio e da Udine è giunta una prima poco incoraggiante notizia. Ma l'aggressività dell'influenza verrà calcolata solo più avanti. Per ora l'Azienda sanitaria trentina si prepara alla campagna vaccinale, con l'acquisto di 80mila dosi e un obiettivo preciso: raggiungere almeno il 55% della soglia di soggetti vaccinati tra gli over 65

Di Davide Leveghi - 23 ottobre 2019 - 17:36

TRENTO. La stagione influenzale è ufficialmente cominciata e l'Azienda sanitaria si appresta a contrastare il fenomeno attraverso la prevenzione. “Sono state ordinate in complesso 80mila dosi di vaccino, di più dell'anno scorso – spiega il direttore del Dipartimento prevenzione dell'Apss Antonio Ferro – con il 18 di ottobre è infatti cominciata la fase della sorveglianza, che si protrarrà, come stabilito dall'Istituto superiore di sanità, fino al marzo 2020”.

 

Se questa stagione sia poi considerabile più o meno aggressiva delle scorse lo dirà solo il tempo. Per ora le notizie che giungono dal resto d'Italia non sono certo incoraggianti. All'ospedale di Udine è stato infatti rilevato un caso particolarmente grave di un uomo di 50 anni non affetto da alcuna patologia o complicanza, intubato e per cui è stato necessario ricorrere ad una degenza di oltre 20 giorni.

 

E' presto per affermare che questa stagione influenzale sarà più aggressiva – risponde Ferro – è una previsione, per ora, visto anche il caso grave avvenuto in Friuli, che non si sa se anticiperà o meno la campagna di vaccinazioni. I picchi comunque ci sono sempre stati, e non si può dire che non ci saranno anche quest'anno”.

 

L'aggressività dell'influenza, di certo, si misura anche con la mortalità. Morire di influenza è cosa possibile, specie se si possiedono condizioni mediche che favoriscono un deterioramento della malattia.

 

I casi di decessi sono stimabili attorno agli 8000 all'anno – illustra - tutte morti causate dall'influenza o da cause correlate all'influenza. Queste non coinvolgono, di contro ad un'idea diffusa, solo i soggetti più sensibili, neonati e anziani, ma anche la fascia di soggetti tra i 45 e 60 anni. Specie laddove sussistono fattori di rischio come specifiche malattie”.

 

I casi di decesso registrati in Italia nella stagione influenzale 2018-2019 sono circa 200 secondo i dati pubblicati dal Sole24ore ed estrapolati dalle statistiche dell'Istituto superiore di sanità. La regione più colpita dai decessi è stata l'Emilia Romagna (53), seguita da Piemonte (30) e Lombardia (22). Quest'ultima registra poi il tasso più alto di casi gravi d'influenza (138), anche se il rapporto più basso tra casi gravi e decessi.

 

La provincia di Trento, sempre stando a questi dati, conta invece 2 decessi e 6 casi gravi. 14 casi gravi e 5 decessi, invece, per la provincia di Bolzano.

 

Debellare l'influenza attraverso la prevenzione risulta tuttavia una mission impossible. “Solo il Giappone ha provato ad agire sulla totalità della popolazione con una campagna di vaccinazione su quelli che possono essere considerati gli 'untori' dell'influenza, cioè i bambini – conclude Ferro – si sta discutendo, se l'Istituto di sanità ci darà il suo assenso per la sperimentazione, anche qui da noi. La soglia che intanto puntiamo a raggiungere è quella indicata dal Ministero della salute del 75% per gli over 65. Qui in Trentino, per ora, siamo al 54%”.

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