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Camion con emissioni come negli anni '80 con i ''filtri modificati'': a Trento più multe che in Germania. Il nucleo autotrasportatori in un anno recupera 800.000 euro

Il nucleo della polizia creato appositamente per i controlli sul mondo dei trasporti di persone e merci ha pubblicato il primo bilancio dopo un anno d'attività. Sotto la lente è finito un fenomeno preoccupante e in crescita: la modifica dei filtri per le emissioni. Una soluzione adottata da molti autotrasportatori per tagliare i costi, inquinando però di più. La denuncia della polizia: "Tir che inquinano come negli anni '80"

Di Lucia Brunello - 12 novembre 2019 - 19:47

TRENTO. Un dispositivo pirata in grado di ingannare i rilevatori di emissioni permettendo così di risparmiare fino a 2000 euro all’anno, è questo il fenomeno scoperto dal nucleo N.at in questo primo anno di attività.

 

Lo scorso 12 novembre 2018 il Comando di Polizia Locale di Trento-Monte Bondone ha istituito il nucleo autotrasporto, acronimo N.at, attraverso il quale si è impegnato a svolgere numerose attività di controllo su tutto il mondo del trasporto di merci e persone, al fine di aumentare la sicurezza stradale e garantire la corretta concorrenza tra autotrasporti.

 

Il fenomeno prepotentemente emerso in questo primo anno di attività del N.at riguarda l’utilizzo da parte di camionisti di veicoli Euro V o  Euro VI di emulatori acquistabili per poche centinaia di euro in grado di ingannare i rilevatori di emissioni.

 

 

Tutti i mezzi pesanti, per abbattere gli ossidi di azoto, utilizzano un particolare additivo chiamato Adblue, una soluzione acquosa in grado di trasformare gli stessi ossidi di azoto, molto inquinanti, in vapore acqueo e azoto. Senza tale additivo è il Selective Catalyst Reduction (Scr), ossia il computer di bordo installato sui tir per ridurre le emissioni e rientrare nelle categorie Euro V o VI, a diminuire la potenza del mezzo per evitare che l’inquinamento aumenti esponenzialmente.

 

La frode scatta proprio quimolti camionisti acquistano un computer simulatore capace di far sembrare che il serbatoio contenga ancora dell’additivo, permettendo invece al proprio mezzo di continuare ad avanzare a piena potenza e arrivando così a risparmiare fino a 2000 euro l’anno.

 

 

In questo scorso anno sono stati rinvenuti 85 emulatori installati sui veicoli controllati, nascosti nei modi più vari possibili e riferiti in modo trasversale a veicoli immatricolati in varie nazioni, Italia compresa. Per dare un’idea del fenomeno, nel 2018 la polizia tedesca ha compiuto 13 mila controlli, scoprendone 300 difettosi e 84 con emulatore.

 

Le stesse sanzioni alle quali vanno incontro le ditte e gli autisti pizzicati in tale pratica, lamenta il N.at, non sono adeguate alla gravità del comportamento adottato - viste le conseguenze sulla salute pubblica. Il Codice della strada, infatti, prevede una sanzione di 518 euro per ogni violazione, ridotta del 30% se pagata entro 5 giorni, scendendo così a 362,60 euro.

 

 

Nel primo anno di attività del N.at sono state 219 le giornate di controllo che hanno portato alla verifica di 654 veicoli ed alla contestazione di 993 sanzioni al Codice della Strada e 101 violazioni di norme amministrative, per un totale complessivo di 1094 sanzioni per 834.005,4 euro.

 

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