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Campo di Marco, i richiedenti asilo trasferiti a Trento. Franzoia: ''Preoccupata, la politica della Provincia non consente integrazione''

Gli ottanta profughi del campo di Marco vengono trasferiti alla residenza Fersina. Nella determina si indica l'accoglienza dal primo aprile a fine settembre, per la Pat prevista una spesa di 350 mila euro

Di G.Fin - 08 aprile 2019 - 19:30

TRENTO. Gli ottanta profughi che fino ad oggi sono stati ospitati al campo di Marco saranno trasferiti alla residenza Fersina e andranno ad occupare l'ala sud a piano terra dello stabile e i container esterni.

 

Ci sarà quindi la conclusione del progetto di accoglienza alla residenza Pinera, a Marco di Rovereto, con la chiusura del campo e il trasferimento delle ultime persone presenti a Trento. Un'operazione, questa, “In coerenza con le indicazioni politiche” viene riportato della determina datata il 27 marzo, in linea insomma con la politica portata avanti dalla Lega.

 

L'accoglienza, a cui si riferisce la determina, va dal primo aprile al 30 settembre 2019 e l'importo complessivo previsto dalla Provincia è di 350 mila euro. Questo valore deriva da un calcolo che prende in considerazione cento ospitalità giornaliere massime, per il periodo dal primo aprile 2019 al 30 settembre 2019, corrispondenti a 18.300 giornate di ospitalità per l’importo al giorno per ospite di 19,15 euro.

 

Da parte del comitato trentino della Croce Rossa Italiana era già stato comunicato a metà di febbraio la propria disponibilità a continuare l’erogazione del servizio di accoglienza nei confronti degli ospiti accolti a Marco trasferiti poi in una zona della residenza Fersina che viene chiamata residenza Adigetto.

 

L'affidamento del nuovo servizio, fino a settembre 2019, è stato proposto il riconoscimento di un importo massimo giornaliero per ospite pari 19,15 euro (Iva esclusa). Oltre a questo abbiamo anche l'erogazione di alcuni altri servizi:

A dirsi “preoccupata” è l'Amministrazione comunale di Trento attraverso le parole della vicesindaca e assessora alle politiche sociale Mariachiara Franzoia che ha seguito l'accoglienza dei profughi fin dal primo momento.

 

“Il trasferimento – ha spiegato a ildolomiti.it – era già stato annunciato in passato e avevamo capito che questo era il disegno provinciale. Noi come città capoluogo ci facciamo carico di queste persone ma nell'ottica di una loro futura integrazione”. Integrazione, spiega la vicesindaca di Trento che non potrà esserci per la “politica opposta” messa in campo della Pat.

 

Un problema, per la città capoluogo, non di poco conto. “Noi adottiamo come sempre un comportamento responsabile – spiega Franzoia – ma la politica adottata dalla Provincia non porta a nessuna integrazione. Abbiamo un carico al servizio sociale già molto elevato e tutte queste persone accedono ai servizi di bassa soglia. Situazione ben diversa con l'accoglienza diffusa che permetteva una integrazione graduale basata sui piccoli numeri”.

 

 

La determina della Provincia

 

 

 

 

 

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