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Case Itea, Futura: ''Pronti a chiedere l'intervento del Governo''. L'avvocato Schuster: ''Norme incostituzionali'' e la Cgil: ''Mettono i penultimi contro gli ultimi''

Per la consigliera Coppola siamo davanti non solo a norme "fasciste"  ma anche ad una vera e propria "rappresaglia''. I consiglieri sono pronti a chiedere l'intervento del Governo per impugnare la norma davanti alla Corte Costituzionale

Di G.Fin - 19 December 2019 - 19:04

TRENTO. Pronti a chiedere l'intervento del Governo per portare davanti alla Corte Costituzionale  la Provincia e l'articolo 15 del disegno di legge 36 che riguarda la decisione di togliere l'alloggio popolare anche ai familiari delle persone che vengono riconosciute colpevoli di reati che possono essere stati fatti anche molti anni prima.

 

Terminata la votazione della manovra di bilancio, la prima con il marchio leghista, non accennano a fermarsi le polemiche. A lottare contro una norma già definita “fascista” e “incostituzionale” sono i consiglieri di Futura, Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, affiancati dall'avvocato Alexander Schuster e con l'appoggio anche della Cgil.

 

Il nodo centrale della questione sta nel fatto che intere famiglie, con anche bambini e anziani, rischiano di finire in strada se uno dei componenti del nucleo viene condannato per qualche reato. Senza avere quindi alcuna colpa ma solo quella di appartenere allo stesso nucleo famigliare.

“Quello che hanno approvato – ha spiegato Paolo Ghezzi – è un articolo che non consideriamo solo brutto o cattivo ma anche feroce perché va a colpire i familiari dei condannati anche a distanza di dieci anni. Una sorta di retroattività 'fugattiana” incostituzionale”.

 

L'articolo nella sua formazione attuale, determina che il diritto all'alloggio popolare preveda “l'assenza da parte del richiedente e dei componenti del nucleo familiare , nei dieci anni precedenti la dota di presentazione della domanda , di condanne definitive per i delitti non colposi per i quali la legge prevede la pena della reclusione non inferiore a cinque anni, nonché per i reati previsti dall'articolo , comma 2, del codice di procedura penale. Questo accanto all'esclusione qualora vi sia condanna definitiva dell'assegnatario o di uno dei componenti del nucleo familiare , successiva all'assegnazione dell'alloggio, per i delitti non colposi per i quali la legge prevede la pena della reclusione non inferiore a cinque anni, nonché per i reati previsti dall'articolo 380, comma 2 del codice di procedura penale".

 

Ghezzi, citando il finale del libro di George Orwell 'La fattoria degli animali' spiega che l'intenzione di Fugatti è quella di “rendere i familiari dei condannati meno uguali di tutti gli altri familiari” perché pur innocenti diventano correi per 'decreto' del presidente della Provincia. Una situazione, questa, che appare al momento estranea alle competenze del legislatore provinciale e di dubbia costituzionalità.

 

“Siamo davanti ad un forte senso di ingiustizia che deve essere denunciato” ha spiegato il consigliere Paolo Ghezzi. “Appena la legge sarà pubblicata, scriveremo al presidente del consiglio Giuseppe Conte, alla ministra alle infrastrutture e Trasporti Paola Micheli, al ministro per gli Affari regionali e autonomie Francesco Boccia e al commissario del Governo Lombardi affinché possa essere impugnata davanti alla corte costituzionale". Nessuna azione, spiegano i consiglieri di Futura, contro l'Autonomia ma “quando quest'ultima fa delle cose sbagliate che la possono danneggiare ed anzi sono incostituzionali e lesive, occorre intervenire”.

 

A citare l'articolo 27 della nostra Costituzione che dice: “La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato" è la consigliera Lucia Coppola. “Quello che è stato votato – spiega – è un tremendo affronto alla nostra Carta costituzionale. Ogni persona che compie un reato lo fa a titolo personale. Siamo davanti ad una norma fascista ma possiamo parlare di vera e propria rappresaglia”. Coppola punta il dito anche contro l'intenzione, con questo articolo di legge, di “demonizzare in modo irresponsabile tutta l'utenza Itea”.

 

La consulenza giuridica sulla questione è stata data dall'avvocato Alexander Schuster che punto per punto ha spiegato per quale motivo una norma simile possa essere considerata incostituzionale. “Non si vede quale sia l'interesse provinciale seguito – ha spiegato Schuster – cioè un interesse determinate e identificabile per il quale il consiglio ha potestà normativa. Non vi è alcuna connessione con un'ipotetica esigenza di tutela del patrimonio immobiliare e di edilizia sociale. La norma sembra costituire una sorta di sanzione amministrativa accessoria alla condotta penale e questo non è consentito al legislatore provinciale”. Non si riescono quindi a capire quale sia il collegamento fra le condotte dei familiari e quelle del condannato.

 

Vi è poi il tema dell'abitazione. “Se è vero che nella nostra costituzione non si parla di un diritto fondamentale all'alloggio – spiega l'avvocato - la giurisprudenza costituzionale l'ha detto in maniera molto chiara".

 

Esistono poi le criticità che posso arrivare dai “dieci anni dalla condanna” . “Questo – ha spiegato Schuster – riteniamo possa collidere con anche con il principio di reinserimento sociale e rieducazione del condannato. Questo accanto al fatto, che non vengono fatte distinzioni di condizioni soggettive particolari. L'essere famiglia, insomma, diventa in qualche modo una “colpa” dei congiunti del condannato.

 

A dare man forte all'intervento di Futura è anche il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli. “Questo provvedimento che hanno approvato – ha spiegato – è esemplificativo di un certo modo di governare. Sono misure figlie di una logica che mira a mettere i penultimi contro gli ultimi, a lacerare dei rapporti quando invece il tema dovrebbe essere quello di aiutare le famiglie e non farle finire in mezzo ad una strada”.

 

Il segretario della Cgil punta il dito contro la scelta di votare norme palesemente incostituzionali. “E' già stato fatto in passato con gli anni di residenza e davanti alla richiesta di spiegazioni non è arrivata alcuna risposta. Qui si vuole solo accumulare consenso”.

 

Scelte, spiega Ianeselli, che mirano anche a coprire “la mancanza di provvedimenti sociali importanti nella manovra di bilancio fatta da questo governo provinciale". Primo fra tutti "quello di investire sulle politiche proprio per la casa dove troviamo la più completa assenza di risorse” ha concluso.

 

 

 

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