Casi di pertosse a scuola in Alta Vallagarina. La dirigente: ''Abbiamo avvisato i genitori e l'Azienda sanitaria''
L'avviso alle famiglie è arrivato ieri e l'Azienda sanitaria è stata informata. Si registrano diversi casi di studenti delle primarie e delle secondarie

VOLANO. “Si segnala che in alcune classi della scuola primaria e secondaria si sono verificati casi di pertosse. Consigliamo, pertanto, in caso che i vostri figli presentino sintomi della malattia di rivolgersi al vostro pediatra”. Questo il messaggio che l'Istituto comprensivo Alta Vallagarina ha inviato ieri alle famiglie a seguito di alcuni casi di pertosse che hanno riguardato alunni della scuola.
La pertosse è una malattia infettiva di origine batterica contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis.
Secondo quanto riportato dall'Istituto superiore della sanità, la trasmissione della pertosse avviene solo fra esseri umani. Un adeguato trattamento antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. A differenza delle altre malattie infantili, l’immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma declina col tempo.
Occorre precisare che si tratta di una malattia che è diventata assai rara, specialmente nei Paesi in cui è stata introdotta la vaccinazione generalizzata nell’infanzia. Infatti, il 90% dei casi di pertosse si registrano proprio nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione.
Per quanto riguarda i sintomi, il batterio causa una infezione delle vie aeree. L’esordio della malattia si manifesta con una tosse lieve, accompagnata da qualche linea di febbre e copiose secrezioni nasali: è la fase catarrale, che dura da 1 a 2 settimane. Progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie.
“Abbiamo informato immediatamente l'azienda sanitaria a seguito di alcune segnalazioni – ha spiegato la dirigente dell'istituto comprensivo dell'Alta Vallagarina, Marta Ober – ed ora ci sarà fornita una informativa dove viene spiegata la malattia, i sintomi e il trattamento. Al momento, però, non sono a conoscenza nel modo più assoluto di quanti siano i bambini colpiti dalla pertosse”.













