Pertosse in Trentino, l'azienda sanitaria: ''Allertati i pediatri per individuare subito la malattia''. Sono stati 38 i casi nel 2017
E' una malattia batterica trasmessa per via aerea, che si manifesta con tosse spesso stizzosa, non necessariamente associata a febbre. La sintomatologia spesso si confonde con altre patologie dell’apparato respiratorio e la diagnosi non è sempre facile. Il periodo di incubazione varia da 5 a 21 giorni

TRENTO. I ragazzi che sono stati colpiti dalla pertosse “devono essere allontanati dalle comunità scolastiche fino a 5 giorni dall’inizio della terapia” al fine di evitare ulteriori contagi. Questa una delle indicazioni che sono arrivate dal Servizio Igiene Pubblica Vallagarina Altipiani Cimbri ai genitori dell'istituto comprensivo dell'Alta Vallagrina.
La nota informativa si è resa necessaria dopo i casi di pertosse che si sono verificati in alcune classi primarie e secondarie. Al momento non si conosce il numero esatto di persone coinvolte, come spiegato dalla dirigente Marta Ober (QUI L'ARTICOLO), ma tutte le famiglie sono state informate.
La pertosse è una malattia che al giorno d'oggi è diventata assai rara, specialmente nei Paesi in cui è stata introdotta la vaccinazione generalizzata nell’infanzia. Infatti, il 90% dei casi di pertosse si registrano proprio nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione. Occorre poi precisare che la protezione immunitaria, sia naturale che indotta da vaccino, nei confronti della pertosse, non è di lunga durata e comporta l’insorgenza di casi di malattia in soggetti vaccinati. (Le indicazioni dell'Istituto superiore della sanità)
Per quanto riguarda i dati sulla pertosse contenuti del Rapporto 2018 sulle malattie infettive in Trentino, nel 2017 si segnalano 38 casi.

L’epidemiologia della pertosse in Trentino, viene spiegato, è cambiata, così come negli altri paesi con elevate coperture vaccinali. Infatti, la vaccinazione in età pediatrica ha portato ad una riduzione non solo dell’incidenza nei bambini, ma anche delle occasioni di boosting naturale. Per queste ragioni, la malattia sta ora aumentando negli adolescenti e adulti che hanno perso la protezione immunitaria e nei neonati che non hanno ancora iniziato o completato il ciclo primario di vaccinazione.

La pertosse, viene spiegato nell'informativa dell'Azienda Sanitaria, “è una malattia batterica trasmessa per via aerea, che si manifesta con tosse spesso stizzosa, non necessariamente associata a febbre. La sintomatologia spesso si confonde con altre patologie dell’apparato respiratorio e la diagnosi non è sempre facile. Spesso è necessaria una conferma di laboratorio”. La pertosse è considerata una malattia altamente pericolosa nei lattanti sotto i 12 mesi e nelle donne in gravidanza, che potrebbero trasmettere al neonato la malattia.
Il periodo di incubazione varia da 5 a 21 giorni.
La vaccinazione nei contatti stretti non trova indicazione, a meno che non si tratti di bambini con meno di 7 anni che non hanno completato la vaccinazione o siano stati vaccinati da meno di 3 anni.
Proprio per questo, nella fascia di età della scuola dell'Alta Vallagarina dove sono stati registrati alcuni casi di pertosse, non vi sono indicazioni a ricorrere alla vaccinazione per la prevenzione della malattia.
“E’ invece importante – viene spiegato - condurre una attenta sorveglianza sanitaria per fare una diagnosi precoce e iniziare al più presto la terapia”.
Al fine di individuare immediatamente i casi di malattia sono stati allertati i pediatri.
Qui l'informativa del Servizio Igiene Pubblica Vallagarina Altipiani Cimbri














