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''Cime di Montagna'', la storia di cinque giovani e di una coltivazione di cannabis light che sta mettendo radici in tutto il Trentino e non solo

Coltivare in Trentino della canapa legale per poi commercializzarla, l'idea di cinque ragazzi trentini che si è trasformata in una vera e propria attività commerciale che oggi vede 35 punti vendita in tutta la regione. Tra le varietà c'è la "BondonHaze" e la "Caleasyo"

Di Giuseppe Fin - 02 gennaio 2019 - 19:25

TRENTO. Cinque giovani, la voglia di fare progetti e lavorare unendo quello che ci offre il nostro territorio con un'attività che sta prendendo sempre più piede. Un vero e proprio cocktail di entusiasmo che ha fatto nascere circa un anno fa un progetto, un marchio e una vera e propria azienda: “Cime di Montagna”.

 

Stiamo parlando della coltivazione delle piante “depotenziate” (senza principio attivo) di canapa, la cosiddetta cannabis light con un contenuto di Thc inferiore a 0,2% consentito dalla legge. In Trentino, negli anni scorsi, quando questa attività era diventata quasi una moda in Italia, i coltivatori di cannabis legale sono spuntati come “funghi”. Ben in pochi sono però riusciti a superare la prova del mercato. Tra questi ci sono cinque ragazzi trentini che con pazienza sono riusciti costruire un'azienda con una proposta unica, ad entrare nel mercato trentino e ad accaparrandosi ben 35 rivenditori con la previsione di far crescere sempre di più la loro attività.

 

“Vedevamo che il mercato della cannabis light – ci racconta Andrea, uno dei cinque giovani che hanno avviato l'attività – si stava espandendo ma avevamo anche capito che in molti erano entrati in questa attività in maniera quasi superficiale senza pensare poi agli sbocchi sul mercato e prendendo sottogamba i meccanismi commerciali. Così abbiamo deciso di sederci attorno ad un tavolo, capire bene la situazione e progettare qualcosa che fosse diverso dal solito me che avesse un chiaro richiamo anche al nostro territorio”.

 

Ecco allora che un passo alla volta i cinque giovani trentini hanno iniziato a costruire il proprio progetto: non solo coltivare in Trentino della canapa legale per poi commercializzarla, ma creare un'azienda e un'attività che potesse raccontare in qualche modo una storia.

 

Il primo passo è stato quello di trovare dei terreni da utilizzare che fossero adatti e ben posizionati. “Abbiamo girato diverse zone – ci spiegano i giovani – e la scelta è stata molto attenta. Occorreva valutare molte variabili. Alla fine siamo riusciti a trovare diversi campi, in posti diversi”. Era stato appena messo il primo importante mattone per il progetto “Cime di Montagna” con mezzo ettaro circa di terra pronta da essere coltivata.

 

Il secondo passo è stato quello di trovare i rivenditori di piante di canapa già prive ovviamente dei principi attivi e la forza lavoro per iniziare a lavorare la terra. I campi sono stati tutti recintati e anche sorvegliati con delle telecamere di sicurezza. “Abbiamo trovato dei contadini – spiega Andrea – che hanno lavorato per noi e provveduto alla semina”.

 

“Cime di Montagna” ha messo radici e sono arrivati proprio in questi mesi i primi frutti. “Su circa mezzo ettaro di campi che abbiamo – spiegano i giovani – sono state piantante circa 10 mila piante di canapa dai quali siamo riusciti a ricavare circa un centinaio di chili di prodotto”.

L'idea però era quella di offrire ai clienti qualcosa di diverso che potesse avere in qualche modo un collegamento con il territorio e soprattutto il Trentino. Un'idea dalla quale i cinque ragazzi trentini sono subito passati ai fatti pensando di confezionare la cannabis light con il brand “Cime di Montagna” ma allo stesso tempo producendone due varietà e chiamandole in diverso modo: “BondonHaze” richiamando chiaramente la montagna di Trento e utilizzando una varietà “Carmagnola” e il secondo nome è “Caleasyo” con l'uso, questa volta, di una varietà autofiorente la “Finola”. Il tutto messo poi in vendita in confezione da 2, 3 o 4 grammi

“Ci stiamo tutti impegnando al massimo – ci spiega Andrea – perché ora vogliamo espanderci. Al momento riforniamo 35 punti vendita in regione e ogni settimana sono in aumento". A Trento, ad esclusione dei negozi specializzati, "Cime di Montagna" è l'unico marchio presente i diversi punti vendita e tabacchini. "L'obiettivo - viene spiegato - è anche quello di avviare dei rapporti con la Fondazione Mach e altri enti”. Accanto alla coltivazione, però, il gruppo di giovani con il loro progetto sta anche concludendo il contratto con una farmacia di Trento per iniziare poi a produrre estratti, non solo inflorescenze, visto le tante richieste che continuano ad arrivare sul mercato. 

 

Il mercato è ovviamente in continua evoluzione e si stanno già avviando diverse collaborazioni in altre zone d'Italia. “Noi vogliamo puntare – continuano – a far crescere il nostro brand tenendo alta la qualità. Una sfida difficile ma che con entusiasmo vogliamo continuare”.

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