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Cocaina, eroina, soldi e carburanti, la criminalità organizzata viaggia sull'asse del Brennero: una delle principali rotte utilizzate da trafficanti e mafia

La criminalità non si ferma e nemmeno le azioni di contrasto. Nelle ultime 48 ore è stato attuato uno specifico “Dispositivo di contrasto ai traffici illeciti”, che ha visto dispiegati 61 finanzieri di Trento e Bolzano. Continuano anche le movimentazioni transfrontaliere di contanti non dichiarati per diverse centinaia di migliaia di euro

Di Giuseppe Fin - 16 novembre 2019 - 12:24

TRENTO. Tonnellate di carburanti e lubrificanti che vanno ad ingrassare la criminalità organizzata, litri di alcol ma soprattutto movimentazioni transfrontaliere di contanti non dichiarati per diverse centinaia di migliaia di euro.

 

La criminalità organizzata non si ferma e viaggia sull'asse del Brennero trasportando i propri affari da uno stato all'altro. Lo confermano anche le recenti operazioni che sono state portate avanti dalla Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige che ha coordinato un piano per il contrasto dei traffici illeciti controllando oltre cento mezzi pesanti.

Per la sua connotazione di asse di collegamento tra l’Italia ed il resto d’Europa, infatti, il corridoio del Brennero si presta, anche, a costituire una delle principali rotte utilizzate dai trafficanti e alla mafia. Alla fine del 2018, nella relazione della Dia, Direzione investigativa antimafia, si citava proprio il Brennero come canale di traffico per la droga. Su questo corridoio viaggiano fiumi di cocaina e eroina trasportati nei più svariati modi anche attraverso i cosiddetti ovulatori. Non sono nemmeno mancati degli arresti “eccellenti” effettuati dalle forze dell'ordine. In tale contesto si ricorda la cattura di un latitante sanlucota, legato ai Pelle-Vancheddu, ricercato e fermato lo scorso anno nei pressi del Brennero mentre faceva rientro dalla Germania in Italia.

 

In una situazione del genere il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige costituisce una naturale “sentinella” e nelle ultime 48 ore è stato attuato uno specifico “Dispositivo di contrasto ai traffici illeciti”, che ha visto dispiegati, con pattuglie automontate, 61 finanzieri di Trento e Bolzano che hanno operato alla barriera di Vipiteno, in ingresso allo Stato, negli autoporti, interporti ed aree di sosta, con servizi di pattugliamento e perlustrazione, sottoponendo a controllo 105 automezzi ed identificando 123 persone. Il dispositivo, si è avvalso, anche, del prezioso ausilio della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bolzano - che, con i propri elicotteri, ha osservato, dall’alto, i movimenti lungo le rotabili, segnalando alla componente territoriale, operante su strada, movimenti sospetti. In azione, inoltre, anche le unità cinofile antidroga e di un cash dog”, specializzato nel “fiutare” il denaro, appositamente inviato in regione, dalla Compagnia Pronto Impiego di Venezia.

 

I dati dall'inizio di quest'anno fino a ottobre dimostrano l'entità del fenomeno criminoso. Proprio grazie alle mirate indagini ed al costante monitoraggio del territorio e del traffico commerciale, lungo le principali arterie stradali e ferroviarie, sono state sequestrate 24 tonnellate di carburanti e lubrificanti e circa 28 mila litri di prodotti alcolici, con la denuncia di 12 responsabili, nonché intercettato movimentazioni transfrontaliere di contanti non dichiarati per diverse centinaia di migliaia di euro, sottraendo alle organizzazioni criminali anche 15 automezzi, utilizzati per trasportare generi illegali.

Le attività illecite sono portate avanti spesso dai cosiddetti “spalloni”. Un termine utilizzato per indicare quelle persone, scelte dalle organizzazioni criminali, per trasportare merce e denaro in modo illegale da un fronte all'altro.

 

E sono sempre più insidiosi anche i sistemi di frode adottati in particolare per i carburanti. In uno dei casi scoperti, infatti, era stata predisposta falsa documentazione commerciale, all’apparenza ineccepibile, che attestava l'esistenza di un trasporto di lubrificanti provenienti dalla Germania. Dagli accertamenti, nell’immediato, dalla pattuglia operante, però, emergeva che la presunta impresa destinataria, pur realmente esistente, non avesse mai effettuato un tale ordine e che le migliaia di litri di prodotto trasportati fossero, in realtà, gasolio miscelato con infinitesimali quantitativi di oli lubrificanti, destinato ad essere commercializzato “in nero” sul territorio nazionale. Oltre a reprimere un illecito traffico, in questo modo, è stata evitata l’immissione sul mercato di carburanti di dubbia qualità, fonte di potenziali rischi per i consumatori finali e di ingentissimi guadagni per la criminalità organizzata.

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