Conserva mezzo milione di euro nel vano sella del motorino: imprenditore derubato. Nei guai gli zii della sua compagna
Le mazzette sparite dallo scooter parcheggiato in garage. La zia, accusata in un primo momento, risarcisce e patteggia. E dà la colpa all'ex marito, ora a processo. Ma lui respinge ogni accusa

TRENTO. Un colpo coi fiocchi. Sarebbe stato messo a segno nel 2016 ai danni di un imprenditore della val Rendena a cui sarebbe stato sottratto circa mezzo milione di euro. Nei guai era finita la zia della sua compagna. Ora a processo è anche l'ex marito della zia.
Nel dettaglio si tratterebbe di 510.000 euro che sarebbero spariti da un garage di Trento. Ma andiamo con ordine: il denaro sarebbe stato conservato, diviso in mazzette, in una cassaforte e, successivamente, trasferito dalla compagna dell'uomo d'affari in un nascondiglio non proprio perfetto, il vano sotto la sella di un motorino, tenuto nel garage dell'abitazione cittadina del titolare dell'azienda.
Ma qualcuno lo avrebbe scoperto e il denaro è poi sparito.
Nei guai in relazione all'episodio era finita la zia della compagna dell'imprenditore che, dopo un risarcimento di oltre 54.000 euro, a maggio ha chiuso il procedimento a suo carico con un patteggiamento.
Ma qualche tempo dopo la donna avrebbe chiesto di poter parlare con la nipote, la compagna dell'imprenditore. Le avrebbe detto di aver dato il malloppo al marito (ora ex) che avrebbe a sua volta speso il denaro per delle ristrutturazioni. L'uomo è finito a processo con l'accusa di furto. Ma il suo avvocato respinge ogni accusa: si tratterebbe, secondo la versione della difesa dell'uomo, di una vendetta della sua ex.






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