Rubati 5 mila euro alle Poste. Condannata una dipendente
La vicenda è avvenuta nell'estate del 2017. Venerdì è arrivata la condanna. Per la dipendente, che si è sempre dichiarata innocente, anche il pagamento di 6 mila euro come risarcimento del danno

TRENTO. Una condanna di due anni, pena sospesa, assieme a 200 euro di multa e al risarcimento del danno a Poste Italiane di 6mila euro. Questa la sentenza emessa da un giudice venerdì scorso nei confronti di una dipendente di un'ufficio postale della Val di Cembra accusata di aver fatto sparire 5 mila euro.
Il fatto era avvenuto nell'estate del 2017 e a finire nei guai è una dipendente che per un certo periodo aveva sostituito il direttore della filiale.
Al rientro il direttore, durante il normale passaggio di consegne, assieme alla collega avrebbe aperto la cassaforte e il cosiddetto tesoretto che si trovava all'interno. In tutto ci sarebbero stati circa 18 mila euro. Quasi 16 mila euro sono stati riposti nel tesoretto della cassaforte e i restanti messi allo sportello.
Nel frattempo nell'ufficio postale erano iniziati ad affluire i primi clienti. Il direttore si è occupato di alcune operazioni di routine mentre la collega, ora condannata, si è attardata all'interno del locale con la cassaforte aperta. Poco dopo usciva dall'ufficio postale di Albiano e timbrava il proprio cartellino in quello di Lavis dove faceva rientro.
Nel rifare il nuovo conteggio dei soldi il direttore dell'ufficio di Albiano si è però accorto che mancavano 5 mila euro. Benché non ci siano telecamere per appurare il fatto gli inquirenti avrebbero indicato proprio la donna come autrice del furto, anche perchè all'interno della stanza non erano presenti altre persone. Le indagini sono poi andati avanti e venerdì è arrivata la condanna. La donna si è sempre dichiarata innocente.




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