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Da Torbole a Rimini in bici raccogliendo la plastica abbandonata per strada, la storia di Raffaele e del suo amore per il pianeta

Un progetto nato circa un mese fa. Raffaele è partito ieri mattina da Torbole e ci metterà cinque giorni ad arrivare a Rimini facendo cinque tappe. Dove passa con la bici raccoglie la plastica abbandonata lungo la strada. "Dobbiamo far capire che il pianeta è la nostra casa"

Di Giuseppe Fin - 18 agosto 2019 - 18:48

TRENTO. L'amore per l'ambiente, un po' di creatività e la voglia nel proprio piccolo di fare qualcosa per rendere il mondo un posto migliore. Sono questi i bellissimi ingredienti che un ragazzo di 30 anni di Torbole, Raffaele Fanini, ha deciso di mettere assieme per compiere un viaggio molto particolare: in bici con tanto di carretto da Tombole a Rimini raccogliendo la plastica che trova per strada per poi gettarla nei giusti bidoni.

 

Il viaggio è iniziato ieri mattina e noi de ildolomiti.it lo abbiamo contattato telefonicamente per farci raccontare quello che sta accadendo e da dove è partita questa bella e importante idea.

 

“Sono un convinto ambientalista – ci racconta Raffaele – e l'idea di questo viaggio è nata circa un mese fa. Ho deciso di intraprendere questo progetto in quanto credo che nel nostro piccolo possiamo fare molto. Certo magari non cambierà il destino del pianeta, ma può essere un segnale. Un segnale di cambiamento. O magari uno stimolo. Anche per altri. Se lo faccio solo io non cambia niente. Ma se iniziamo ad essere in tanti allora magari qualcosa inizia a cambiare”.

Raffaele ci crede nel suo progetto e lo si capisce dall'entusiasmo con cui ne parla. Il programma è già stata segnato: cinque tappe e poi il ritorno in treno. “Sono a casa in vacanza ma poi devo tornare al lavoro e per questioni di tempo il ritorno sarà in treno”.

 

Ha scelto la propria bici per arrivare a Rimini e per riuscire a caricare la plastica che trova per strada ci ha attaccato un carretto. “Con la bici – racconta - ci ho messo un po' a capire quale potesse essere il metodo migliore ma poi ho deciso di attaccare un carretto con una ruota in modo tale che il peso della plastica raccolta non ricada sulla bici. Sopra ho messo una grande bacinella e mi sono portato una sorta di pinza per raccogliere la plastica”.

Raffaele ha atteso le sei di ieri mattina per partire. E' salito in sella alla propria bici e ha dato il via al suo speciale viaggio. Da programma ci sono cinque tappe: la prima è stata da Torbole a Valeggio sul Mincio, con la seconda ha raggiunto Poggio Rusco e poi passando per Ferrara e Comacchio ha raggiunto la riviera romagnola per arrivare infine a Rimini.

Mentre lo sentiamo al telefono Raffaele sta percorrendo la seconda tappa che lo porterà a Poggio Rusco ed ha svuotato la grande bacinella di plastica già nove volte. “Ad ogni bottiglia o rifiuto di plastica mi fermo – ci dice - lo raccolgo con la mia pinza e lo carico nel carrello che ho dietro alla bici. Cerco di prenderne il più possibile ma a volte è veramente avvilente vedere quante ce ne sono e a volte devo fare la scelta difficile di rinunciare a prenderle anche perché magari sono in posizioni scomode”.

 

Per strada ha trovato di tutto, qualsiasi genere di rifiuto di plastica ma anche vetro. “I bidoni per la differenziata si trovano abbastanza facilmente – ci spiega – ma c'è davvero tantissima plastica che viene lasciata in giro. Noi ci rendiamo conto dell'inquinamento solo magari quando siamo nelle piazzole di sosta ma in realtà nei bordi delle strade è pieno”.

 

La strada da fare è ancora tanta ma a Raffaele questo non lo spaventa. Continua a pedalare e appena vede della plastica la raccoglie. Per dormire cerca di trovare un luogo di giorno in giorno spendendo il meno possibile. L'arrivo a Rimini è previsto per mercoledì. “La gente non butterebbe mai una bottiglia in terra dentro a casa propria – ci dice concludendo -ed è per questo che bisogna far capire che il pianeta è la nostra casa”.

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