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Era gentile e premuroso. Novantenne raggirata da un uomo che le porta via gioielli e 5.000 euro in contanti

E' successo a Trento. I carabinieri sono arrivati all'uomo che si era da poco tempo trasferito a Cles e che aveva tanti precedenti simili. L'uomo era entrato nelle grazie dell'anziana che però poi ha raccontato tutto alla figlia

Pubblicato il - 31 May 2019 - 11:30

TRENTO. Era incredibilmente gentile, premuroso, affabile e per questo era riuscito in breve tempo a entrare nelle grazie della anziana signora che, però, dopo averlo invitato più volte in casa ha finito per ritrovarsi derubata di gioielli e qualche migliaia di euro in contanti. Il ''copione'' seguito dall'uomo, un pregiudicato di 57 anni da poco tempo arrivato a Cles, a quanto pare sarebbe stato sempre lo stesso.

 

Infatti l'uomo aveva messo a segno in giro per l'Italia truffe di questo tipo ed è anche per questo che, una volta individuato dalla compagnia dei carabinieri di Cles, l'autorità giudiziaria ha giudicato assolutamente gravi gli indizi di colpevolezza raccolti a carico dell’uomo e, in ragione anche della ritenuta “pericolosità” – dedotta proprio dagli altri reati che l'uomo si portava a carico – ne ha disposto la cattura in regime di “custodia domiciliare”.

 

La vicenda, come detto, è quella di un’anziana residente a Trento di 90 anni. Sfoggiando grande educazione e modi di fare via via sempre più premurosi, l’uomo, che la prima volta l’aveva avvicinata in un esercizio pubblico offrendosi di accompagnarla a casa, era riuscito a conquistare la considerazione della signora.

 

Roberto (così si faceva chiamare l’indagato dalla donna per complicare la sua identificazione) aveva poi preso a frequentare casa dell'anziana, prima per un caffè, poi per più lunghe chiacchierate. Era arrivato così a mettere gli occhi sui suoi gioielli e, con il pretesto di affidarli ad una persona che glieli avrebbe lucidati, se li era fatti consegnare. E ancora, adducendo uno stato di necessità e quindi esigenze economiche dovute ad un impellente matrimonio con una donna che lo avrebbe tra l’altro reso padre, aveva indotto la signora a concedergli “prestiti” per quasi cinquemila euro, contanti puntualmente prelevati da un istituto di credito del capoluogo.

 

Sono state le continue richieste di denaro, e la mancata restituzione dei gioielli, ad allarmare la signora che, ad un certo punto, ha deciso di condividere i suoi dubbi con sua figlia. Ha così preso consapevolezza del raggiro, che ha denunciato alla questura di Trento. Le indagini della squadra mobile hanno dato un nome al malfattore ed hanno indotto l’autorità giudiziaria a disporne la cattura con l’accusa di circonvenzione di incapace e truffa.

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