Contenuto sponsorizzato
| 05 dic 2019 | 12:16

Escursione termica e pendii che favoriscono lo scivolamento della neve. Nel Feltrino un lastrone di ghiaccio con un fronte di 70 metri

La neve scesa a quote medio-alte nelle ultime settimane ha aumentato il rischio valanghe. Nelle scorse settimane, in pochi giorni, è caduto oltre un metro di neve alle quote più alte e le piogge che sono seguite hanno reso instabili gli accumuli di neve. Erika De Bortoli, gestrice del Rifugio Giorgio Dal Piaz: "Oltre quota 1800 m ci sono dei lastroni che si possono staccare da un momento all’altro"

Escursione termica e pendii che favoriscono lo scivolamento della neve
di Redazione

FELTRE. Le abbondanti precipitazioni nevose delle ultime settimane hanno messo in difficoltà anche i rifugi.

 

La neve, scesa a quote medio-alte, si è accumulata aumentando esponenzialmente il rischio valanghe (QUI ARTICOLO). Durante le scorse settimane, infatti, in pochi giorni è caduto oltre un metro di neve alle quote più alte e le piogge che sono seguite hanno reso instabili gli accumuli di neve. Sui pendii erbosi, inoltre, sono possibili valanghe per scivolamento di neve, pericolo aumentato dall'escursione termica. 

 

Per questo il Rifugio Giorgio Dal Piaz, nel Feltrino, ha pubblicato un lungo post su Facebook per avvisare clienti e appassionati. Il rifugio Giorgio Dal Piaz è un rifugio di proprietà del CAI di Feltre e si trova sulle vette Feltrine all'interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Nella foto postata si vede una lunga crepa apertasi sulla lastra ghiacciata.

 

Ad accompagnare la foto, un lungo post nel quale si legge: "In questi giorni ci state chiedendo in tanti se il rifugio è aperto. Stiamo facendo delle ricognizioni e in questa foto vedete quali sono i rischi al momento: oltre quota 1800 m ci sono dei lastroni che si possono staccare da un momento all’altro (quello in foto ha un fronte di 60-70 m). Il rifugio rimane chiuso per ora e vi invitiamo a non salire". 

 

 


 

"E' un versante esposto a sud, con pendii prativi molto ripidi - spiega Erika De Bortoli, gestrice del rifugio - e non ci sono alberi che possano fermare la slavina. Noi siamo circa a 2.000 metri e c'è una forte escursione termica. Finché il fronte non scarica, sconsigliamo l'ascesa".

 

"La neve - continua De Bortoli - è scesa dai 1800 in su. C'è un reale pericolo di slavine. Quando ha nevicato era caldo. Il rischio è che si crei un vero e proprio scivolo. Ci sono dei lastroni che si possono staccare da un momento all'altro. Quella in foto ha un fronte di circa 70 metri. Anche noi non siamo in rifugio. Per ora non saliamo e invitiamo tutti a non farlo", conclude la gestrice.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 settembre | 18:08
Dopo le operazioni di soccorso la linea è stata riaperta ma si registrano ancora cancellazioni e ritardi
Cronaca
| 15 settembre | 18:42
Dopo i malesseri e la sospensione del servizio mensa, il comune diffonde una nota: "In merito ai casi di tossinfezione alimentare che hanno [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato