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Pericolo valanghe: rischio alto. A Dimaro sfollate alcune abitazioni. Il sindaco: ''Ordinanza valida fino a giovedì''

La neve caduta in grandi quantità e appesantita anche da pioggia e temperature in risalita è instabile in molte zone. I tecnici: ''Al di sopra dei 2200 m circa gli abbondanti accumuli di neve ventata degli ultimi giorni sono instabili. Queste possono distaccarsi già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni''

Di Luca Pianesi - 18 novembre 2019 - 12:56

DIMARO FOLGARIDA. Una ventina di persone sfollate e strada chiusa tra Monclassico Presson, Via San Vigilio e via Borgo. Il rischio 2 del Piano emergenza valanghe parla chiaro e le ingenti nevicate di questi giorni hanno reso la situazione molto instabile. In pochi giorni è caduto oltre un metro di neve alle quote più alte (e una sessantina in paese) ma le piogge che si sono alternate alla neve, la nebbia e il fatto che comunque è pur sempre metà novembre (quindi le temperature sono destinate a risollevarsi) tengono molto alto lo stato di allerta per le valanghe. Ieri, d'altronde, hanno fatto il giro del mondo le immagini di quanto è accaduto in Val Martello con un fiume di neve che ha attraversato le vie dell'abitato di Martello sfilando tra le case e costringendo a sfollare la zona.

 

E così accade anche oggi a Dimaro dove una ventina di persone sono state sfollate. ''Il provvedimento durerà fino a giovedì - spiega il sindaco Lazzaroni - perché in casi come questo ci sono dei precisi piani di emergenza che vanno attuati. Queste persone hanno trovato ospitalità in abitazioni di amici o parenti o in strutture trovate dal Comune. Oggi il cielo si è un po' aperto ma domani è previsto un nuovo peggioramento. Siamo territori di montagna ma certo tanta neve a novembre rappresenta una situazione eccezionale''.

 

E la Val di Sole rientra, come da immagini elaborate dal servizio valanghe di Meteotrentino nella zona rossa, rischio 4. La mappa mostra le tre province, di Trento, Belluno e Bolzano tutte molto esposte e quindi si raccomanda grandissima attenzione in quota.

 

 

''Sui pendii erbosi ripidi - spiegano i tecnici - sono ancora possibili valanghe per scivolamento di neve, anche di dimensioni piuttosto grandi, soprattutto nelle regioni più colpite dalle precipitazioni, principalmente nelle regioni orientali.
Inoltre al di sopra dei 2200 m circa gli abbondanti accumuli di neve ventata degli ultimi giorni sono instabili. Queste possono distaccarsi già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni. I punti pericolosi e la probabilità di distacco aumenteranno con l'altitudine. Con il vento proveniente da sud a tratti forte, sono ancora possibili valanghe spontanee, a livello isolato anche di dimensioni molto grandi, principalmente nelle zone ombreggiate e riparate dal vento ad alta quota e in alta montagna''.

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