Dall'aumento della temperatura all'umidità, cresce il rischio delle colate di neve: massima attenzione in montagna
L'attenzione agli strati più deboli deve essere fatta soprattutto nei pendii molto ripidi nei quali si è depositata molta neve ventata durante le ultime precipitazioni. Le informazioni sono state fornite dall'ultimo report valanghe

BOLZANO. Massima attenzione per chi decide di andare in montagna in questo weekend Pasquale. L'umidità persistente, soprattutto nei pendii all'ombra in una fascia altitudinale attorno ai 2300 metri, rischia di far perdere di resistenza il manto nevoso e di conseguente aumenta la probabilità di colate di neve umida o bagnata, isolatamente anche spontanee, per lo più provocate dall'utenza sportivo-ricreativa.
Le informazioni sono state indicate dall'ultimo report valanghe (QUI IL REPORT) che è stato emesso nelle scorse ore nel quale viene spiegato che “l'influenza delle radiazioni diffuse causa localmente l'apporto intenso d'energia, e perciò processi maggiori di fusione”.
L'attenzione agli strati deboli deve essere fatta soprattutto nei pendii molto ripidi nei quali si è depositata molta neve ventata durante la settimana scorsa.

Si tratta di un problema difficilmente valutabile. Serve uno sguardo nel manto nevoso fino allo strato colorato della polvere sahariana di metà marzo.
Le recenti valanghe che si sono registrate in Tirolo hanno tutte in comune il fatto che si sono distaccate sugli strati deboli vicini alla superficie del manto nevoso.













