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Allerta valanghe sulle Dolomiti: a rischio anche le vie di comunicazione alpine e alcune aree sciistiche

Nel fine settimana sono caduti fino a 60 centimetri di neve, sulle Dolomiti attenzione anche alle raffiche di vento che potranno raggiungere 130 chilometri orari. Resta alto il pericolo di slavine, "basta il peso di un singolo sciatore per provocarne una”

Pubblicato il - 24 dicembre 2019 - 09:48

TRENTO. L’ultima valanga in ordine cronologica si è abbattuta ieri nella zona di Passo Fedaia, fra Trento e Belluno, interrompendo la carreggiata per un tratto di circa 30 metri. Fortunatamente la strada era già stata chiusa proprio per via del rischio che una slavina potesse staccarsi dal costone, pertanto non ci sono state persone coinvolte.

 

In questi giorni però resta massima l’allerta per possibili valanghe, negli ultimi tre giorni infatti nella zona delle Dolomiti sono caduti fino a 60 centimetri di neve fresca. Pertanto in alcune zone del trentino e in particolare quelle al confine con il Veneto l’allerta rimane di livello arancione “marcato”, soprattutto oltre i 1600 metri, a rischio le vie di comunicazione e alcune aree sciistiche. Le abbondanti nevicate, unite al vento forte (sopra i 3000 le raffiche potranno raggiungere i 130 chilometri orari), aumentano la possibilità che si verifichino distacchi di ammassi nevosi.

 

Sempre nella zona delle Dolomiti, a partire dai 1600 metri in su, si registra la formazione di depositi di neve ventata che rappresentano le situazioni più critiche per distacchi di valanghe a lastroni di superficie, sia spontanei che provocati. I nuovi depositi sono poco consolidati con gli strati vecchi pertanto il loro distacco è possibile anche con debole sovraccarico, basta un singolo sciatore, inoltre più si sale e più aumenta la possibilità che si verifichino dei distacchi. Con l’abbassarsi delle temperature rimane la possibilità di distacchi da slittamento specie lungo i ripidi pendii caratterizzati da vecchie fratture di fondo.

 

Le previsione meteo ci dicono che fino mercoledì 25 dicembre, giorno di Natale, il tempo in montagna sarà in generale ventoso. Le precipitazioni saranno generalmente assenti ma sulle zone centro-settentrionali delle Dolomiti potrà cadere qualche fiocco di neve da burrasca. Le temperature saranno in rialzo martedì mentre mercoledì saranno nuovamente in calo con massime di -4 gradi a 2000 metri. Va meglio giovedì quando il tempo sarà ben soleggiato e il vento sarà in calo rispetto ai giorni precedenti.

 

Con il persistere del vento da Nordovest, il pericolo di valanghe non subirà variazioni di rilievo e almeno fino a mercoledì continuerà ad essere marcato (grado 3), su tutto il territorio oltre i 1600/1800 metri. Anche per i prossimi giorni, permane la possibilità di distacchi da slittamento specie lungo i ripidi pendii caratterizzati da fratture.

 

A causa della neve sollevata dal vento, le condizioni per le escursioni possono risultare temporaneamente poco favorevoli per scarsa visibilità ed inoltre, per la presenza e la formazione continua di depositi di neve ventata, è richiesta una buona valutazione locale del pericolo. Con vento forte e temperature sotto zero è da valutare attentamente anche l’effetto wind-chill. Un’altra insidia è rappresentata dalle diffuse cornici da vento che, in caso di crollo, possono innescare il distacco di valanghe a lastroni nei pendii sottostanti.

 

Se in Trentino e Alto Adige il rischio valanghe “a macchia di leopardo” rimane di livello marcato (nei fondovalle l’allerta è spostata sul giallo “moderato”) particolare attenzione va tenuta qualora ci si trovi nelle zone di confine con l’Austria. In Tirolo è allerta rossa, situazione di pericolo, soprattutto sopra i 2400 metri di quota, il principale problema deriva dalla neve ventata, in zona si prevedono valanghe per scivolamento di neve e colate bagnate.

 

I punti pericolosi per valanghe asciutte si trovano soprattutto nelle zone in prossimità delle creste come pure sui pendii ripidi al di sopra dei 2400 metri circa. Le valanghe asciutte sono sovente di dimensioni medie e facilmente distaccabili. Con l'umidificazione sono possibili valanghe per scivolamento di neve e colate umide di dimensioni medio-piccole. Prestare particolare attenzione sui pendii soleggiati ripidi, come pure alle quote di bassa e media montagna, soprattutto nelle regioni con tanta neve.

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