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Far west a Trento, una lite familiare si trasforma in una sparatoria, i carabinieri arrestano sei persone

Da quanto ricostruito dagli inquirenti, gli attriti tra i due gruppi familiari risalirebbero già ad alcuni anni fa: un episodio simile, ma quella volta una persona resta ferita da un colpo di arma da fuoco. In azione le compagnie di Trento e Riva del Garda, Salò (Brescia) e Bressanone, così come le unità cinofile per la ricerca di esplosivi e armi dei carabinieri di Laives, Orio al Serio (Bergamo) e Torreglia (Padova)

Di Luca Andreazza - 31 gennaio 2019 - 11:43

TRENTO. Quella che sembra una banale lite si trasforma in una sparatoria, alcuni colpi di arma da fuoco vengono esplosi da alcune auto e quindi scappano a tutto gas. Inizialmente sul posto restano i bossoli e tanta paura tra le persone che hanno assistito alla scena. Era successo nella serata del 4 novembre scorso al parcheggio dell'area ex Zuffo di Trento e le indagini dei carabinieri hanno portato all'arresto di sei persone coinvolte di origine sinti per un regolamento di conti interno.

 

Nel corso dell'operazione iniziata mercoledì 30 gennaio e conclusa alle prime luci di oggi, i militari hanno sequestrato 6 telefoni cellulari3 radio tipo scanner, 1 disturbatore di frequenze tipo jummer1 maschera per il viso in plastica bianca. E ancora 1 passamontagna in lana1 pistola scacciacani calibro 9 di marca Olimpyc76 colpi a salve calibro 9x17.

 

Le indagini iniziano già quella sera, i militari si portano immediatamente al parcheggio dell'area ex Zuffo per le opportune verifiche e rivengono alcuni bossoli di diverso tipo. "In quel momento - spiega Giovanni Cuccurullo, tenente colonnello dei carabinieri di Trento - iniziano i primi accertamenti per mettere insieme le informazioni utili per avviare le indagini tra analisi dei filmati e passaggi dei veicoli, testimonianze e intercettazioni telefoniche".

 

La svolta arriva a Riva del Garda: i militari sono impegnati in altre indagini investigative. "L'incrocio di dati - dice Marcello Capodiferro, capitano dei carabinieri di Riva del Garda - permette di completare il quadro: vengono a galla le chiare responsabilità nell'episodio nel capoluogo di un gruppo familiare di origine sinti sui quali stavamo indagando per altri motivi".

 

Le indagini permettono di ricostruire l'esatta dinamica di quella serata da far west e la scorribanda del gruppo armato all'area ex Zuffo. I protagonisti della sparatoria arrivano a bordo di tre diversi veicoli e, dopo aver inveito nei confronti di un camper di altra famiglia sinti parcheggiato, partono diversi colpi d’arma da fuoco.

 

"Gli autori del gesto - spiegano i carabinieri - utilizzano in particolare due armi distinte, ma soprattutto non si preoccupano delle numerose persone, estranee ovviamente ai fatti, che si trovavano nel parcheggio e che sono stati indotti alla fuga da quella pericolosa situazione".

 

Da quanto ricostruito dagli inquirenti, gli attriti tra i due gruppi familiari risalirebbero già ad alcuni anni fa: un episodio simile, ma quella volta una persona resta ferita da un colpo di arma da fuoco. "Anche in quell'occasione - commenta Cuccurullo - il colpevole è stato individuato e poi condannato dal tribunale di Trento".

 

Una ferita aperta tra le due famiglie, tanto che da quel momento si sono susseguiti numerosi scontri tra i nuclei a base di liti e offese, fino all'epilogo dell'area ex Zuffo. Oltre a Trento e Riva del Garda, sono intervenuti nell'operazione anche le compagnie di Salò (Brescia) e Bressanone, così come le unità cinofile per la ricerca di esplosivi e armi dei carabinieri di Laives, Orio al Serio (Bergamo) e Torreglia (Padova). 

 

Sono sette le persone finite nel mirino dei carabinieri al termine dell'operazione diretta da Carmine Russo, sostituto procuratore del tribunale di Trento e coordinata dal gip  Marco La Ganga. In manette Olimpio Gabrielli (30 anni), Moreno Gabrielli (35 anni) e Oscar Gabrielli (36 anni) fermati al campo nomadi di Ravina. Quindi Franco Gabrielli (47 anni), Joseph Gabrielli (21 anni), arrestati a Soiano del Lago in provincia di Brescia. 

 

A questi si aggiunge Moris Gabrielli (33 anni) catturato a Bressanone, mentre manca all’appello ancora una persona, che è riuscita a sfuggire alla morsa dei carabinieri, ma che è ricercata anche sul territorio nazionale. "Le indagini - conclude Capodiferro - proseguono non solo per catturare l'ultima persona, ma anche per ricostruire eventuali colpi messo a segno dalla banda: il materiale sequestrato lascia pochi dubbi sulla possibilità che abbiamo compiuto altri furti".

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