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I lavoratori del Centro Santa Chiara proclamano lo stato d'agitazione. "Azioni durante il Festival dello Sport se la Pat non risponde alle nostre richieste di stabilizzazione dei contratti"

Si tratta di una cinquantina di lavoratori distribuiti tra i teatri di Trento e Rovereto, giunti a dichiarare lo stato d'agitazione dopo il silenzio durato mesi da parte della Giunta e dell'assessore Bisesti alla richiesta di stabilizzare i contratti. Alan Tancredi (Uil Trentino): "Se ci sono i soldi per Gardin, ci sono anche per i contratti dei lavoratori"

Di Davide Leveghi - 06 October 2019 - 14:21

TRENTO. “Ciò che è inaccettabile è la mancanza di risposte, con lavoratori precari da oltre cinque anni che lavorano 200 ore al mese senza essere stabilizzati”. Si sfoga, Alan Tancredi, dirigente sindacale della Uil Trentino, a fronte della proclamazione dello stato d'agitazione da parte dei lavoratori del Centro Servizi Santa Chiara.

 

Un annuncio che per ora rimane “scarico”, in attesa di capire se la Provincia e l'assessorato alla Cultura risponderanno dopo i tanti mesi di silenzio. “Ancora l'11 aprile abbiamo avuto l'incontro con Bisesti – spiega Tancredi – in cui chiedemmo che la situazione dei lavoratori precari venisse stabilizzata. L'assessore rispose che in due settimane ci sarebbe stata una determina provinciale. Da quel momento, però, solo silenzio. Abbiamo sollecitato la richiesta via Pec il 19 giugno, ma ancora nulla”.

 

Ed è per questo che Uil e Cgil hanno deciso, in concordato coi lavoratori, di proclamare lo stato d'agitazione. Una fase di stallo necessaria per capire il da farsi, per la cinquantina di lavoratori, di cui un quarto precari, impegnati nei vari teatri gestiti dal Centro Servizi Santa Chiara, ente strumentale della Provincia che opera tra Trento e Rovereto.

 

“A fine anno scadrà nuovamente il contratto e noi vorremmo arrivare con un dialogo già avviato – prosegue – a prescindere dalla forza politica che governa non ci si può comportare così. Per noi il conflitto non è propedeutico al conflitto, ma a intavolare degli accordi, per stimolare il confronto, e per questo, laddove non ci sarà risposta, daremo vita a delle iniziative durante il Festival dello Sport”.

 

Ma la questione dei precari non è certo l'unica che agita l'ambiente. “Assunzioni, risorse e appalti sono le tre questioni che noi vogliamo discutere. Nel recente bando sull'assunzione delle maschere, si è applicato ai lavoratori il contratto delle pulizie e non quello nazionale dei teatri stabili, con l'evidente volontà di risparmiare”.

 

E sui nomi di Carollo e Gardin, girati tra le indiscrezioni sui nomi a cui affidare il Centro Santa Chiara, Tancredi è chiaro, seppur senza voler entrare nel merito. “A prescindere dalle forze politiche che amministrano, mi pare chiaro che qui sia la dimostrazione del “governo che vai, amici che trovi”. Se ci sono i soldi per Gardin, non vedo come non ci possano essere quelli per stabilizzare i precari”.

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