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In Trentino aumenta la disoccupazione che sale al 4,4%. I sindacati: ''Dalla Pat scelta grave e miope quella di tagliare investimenti nelle politiche del lavoro''

Gli ultimi dati Istat certificano come nel mese di settembre ci sia stato un ulteriore rallentamento della nostra economia.Se da un lato l'esecutivo provinciale taglia oltre 5 milioni in politiche sul lavoro dall'altro oggi è stato approvato un emendamento dell'ex assessore provinciale Alessandro Olivi che "salva" 750 mila euro

Foto da internet
Pubblicato il - 18 dicembre 2019 - 16:28

TRENTO. “Un generale rallentamento dell'occupazione e dell'economia”, i dati non sono certamente positivi per il Trentino e a certificarlo è l'indagine trimestrale sul mercato del lavoro che è stata fatta dall'Istat.  Nella nostra provincia, infatti, crescono i disoccupati. A settembre di quest’anno il tasso di disoccupazione è stato pari al 4,4%, in aumento rispetto al 3,1% dello stesso periodo del 2018.

 

A settembre le persone senza lavoro erano 11mila, 5mila uomini e 6mila donne. Esattamente un anno fa erano invece 8 mila. “Queste cifre sono un’ulteriore conferma che ci muoviamo verso un generale rallentamento dell’occupazione, legato inevitabilmente al rallentamento più generale della nostra economica” dicono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil Franco Ianeselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. “In questo quadro appare miope e assolutamente dannoso per la nostra comunità – spiegano - la scelta della giunta provinciale di tagliare di 5,5milioni di euro gli investimenti in politiche del lavoro”.

 

Sempre a settembre il tasso di occupazione in Trentino si mantiene sostanzialmente stabile, passando dal 69,5% al 69,2%, con duemila occupati in meno in totale, mentre cresce di poco il tasso di attività, cioè la percentuale di persone che hanno un lavoro o lo cercano attivamente, dal 71,8% del 2018 al 72,4% del 2019. Un dato, quest’ultimo, che dimostra come ci sia un certo dinamismo sul fronte della domanda di lavoro, che però non viene assorbita a pieno dall’economia locale.

 

Gli ultimi dati sul mercato del lavoro vanno letti anche alla luce delle dinamiche strutturali che stanno attraversando l’occupazione trentina negli ultimi anni.

 

“Da tempo insistiamo sul fatto che il mondo del lavoro trentino ci sono problemi di qualità e l’aumento dei part time involontari così come la diffusione del lavoro precario ne sono dimostrazione” insistono i tre segretari. “Prendiamo atto che un piccolo passo in avanti sul fronte delle risorse di Agenzia del Lavoro è stato fatto e questo grazie alle pressioni e alla mobilitazione del sindacato” ma, continuano Ianeselli, Bezzi e Alotti, si tratta comunque di cifre assolutamente insufficienti.

 

Non investire nelle politiche del lavoro, tagliare misure che funzionano come la staffetta occupazionale, che sostengono i disoccupati che trovano un nuovo lavoro velocemente, che aiutano le mamme lavoratrici autonome sul piano della conciliazione, ma anche cancellare le risorse per incentivare i contratti a tempo indeterminato è fare un danno a tutta la nostra comunità, ai lavoratori e anche alle imprese” concludo Cgil, Cisl e Uil.

 

Approvato oggi dall’aula un emendamento del consigliere Alessandro Olivi che ha l'effetto di ripristinare almeno in parte i fondi che con il bilancio sono stati sottratti alle disponibilità del piano delle politiche del lavoro. 

 

L'emendamento va a “salvare” 750 mila euro. “Come Gruppo del Partito Democratico -spiega in una nota Olivi – abbiamo criticato duramente la scelta della Giunta di diminuire gli stanziamenti dell’Agenzia, perché dalle sue azioni dipende la possibilità che la nostra autonomia speciale sia uno strumento per espandere l’efficacia di politiche pubbliche che favoriscono l’occupazione con strumenti innovativi e costruiti attraverso il dialogo con le organizzazioni sindacali e le imprese”. 

 

Nonostante l’indisponibilità della Giunta a rivedere i tagli, l’emendamento approvato consentirà di mantenere attiva una linea di azioni che l’Agenzia promuove a favore della staffetta generazionale, dei congedi, del reddito di attivazione.  “Grazie a questo emendamento – conclude Olivi – saranno riconsegnati all’Agenzia del Lavoro 750mila euro con i quali garantire la continuità di alcuni interventi, tenendo acceso un sistema del quale ci auguriamo la Giunta capisca presto l'importanza. Da domani, vigileremo affinché vengano ripristinati sul piano di politiche del lavoro gli stanziamenti sui quali l’Agenzia ha sempre potuto contare”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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