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Coronavirus, ad agosto dati positivi sulle assunzioni: “Ma la logica della Giunta è sempre la solita: sostegni alle imprese e non al lavoro”, la denuncia dei sindacati

In Trentino, nei primi otto mesi dell’anno, complessivamente si sono registrati 13mila nuovi contratti di lavoro in meno. Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme: “Le scelte della Giunta rischiano di alimentino la crisi invece di risolverla”

Di Tiziano Grottolo - 22 ottobre 2020 - 16:33

TRENTO. Dopo mesi di vera e propria crisi, ad agosto si sono registrati dei dati positivi per quanto riguarda le assunzioni. Nel mese estivo, l’Agenzia del Lavoro, ha registrato un incremento del 38,9% delle nuove attivazioni sullo stesso periodo dell’anno precedente. Allo stesso tempo rallenta la crescita delle cessazioni rispetto ai mesi di lockdown. I dati di agosto, però, da soli non sono sufficienti a fare tirare il fiato né ad intravedere una ripresa robusta del mercato del lavoro: complessivamente nei primi otto mesi dell’anno si sono registrati 13mila nuovi contratti di lavoro in meno e un saldo occupazionale complessivo di tutti i settori tra assunzioni e cessazioni negativo di ben 4.300 posti di lavoro.

 

Alla luce di questi dati i segretari generali di Cgil Cisl Uil non nascondono le loro preoccupazioni sia per la situazione attuale del mercato del lavoro, sia per l’andamento dell’occupazione nei prossimi mesi. “Purtroppo il differenziale negativo nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019 è ancora marcato – fanno notare Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti –  le incertezze che pesano sulla stagione invernale e, in generale, la crisi economica, non permettono purtroppo previsioni ottimistiche”.

In particolare per gli stagionali del turismo la stagione estiva è stata più breve e non è dato sapersi quando partirà la stagione sciistica. Il rischio concreto è che questi lavoratori si ritrovino impiegati per brevi periodi, con retribuzioni più contenute e di conseguenza assegni di disoccupazione più magri. Più o meno lo stesso scenario che si è verificato in estate. La logica della Giunta è sempre la solita: sostegni alle imprese ma non al lavoro – denunciano amaramente i tre sindacalisti – purtroppo tutto questo lo pagheranno di nuovo le imprese e i lavoratori, visto che il calo della domanda derivato dalla riduzione dei redditi disponibili toglierà fatturato alle aziende e ridurrà ulteriormente i posti di lavoro, creando nuovi disoccupati”.

 

Per questo motivo, secondo i sindacati, la Pat dovrebbe allargare le maglie degli interventi di sostegno al reddito a partire dalla modifica del meccanismo di attualizzazione dell’Assegno unico provinciali per gli stagionali. “Così com’è stato congegnato dalla Giunta non funziona”, spiegano Grosselli, Bezzi e Alotti. Infine, aggiungono i sindacalisti: “Qualora il blocco dei licenziamenti non venisse prorogato – spiegano Grosselli, Bezzi e Alotti – sarà essenziale avere subito pronte le risorse e gli strumenti per attivare i disoccupati e accompagnarli nella ricerca di un nuovo posto di lavoro favorendone così la ricollocazione”.

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