A luglio assunzioni in calo: dal -14,8% in agricoltura al -2,2% nel terziario, Cgil, Cisl e Uil: ''Le famiglie rischiano di perdere ancora di più potere d'acquisto''
La dinamica occupazionale resta comunque positiva nei primi sette mesi dell’anno: tra gennaio e luglio le assunzioni sono aumentate complessivamente del 17,8% ma negli ultimi mesi c'è stata un'inversione di tendenza: "Calo del 4,1%, segnali preoccupanti. La Pat deve mettere in campo azioni immediate e strutturali"

TRENTO. "Prime nuvole sul mercato del lavoro trentino". A dirlo Maurizio Zabbeni (Cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Walter Largher (Uil). "Dopo i segnali di rallentamento registrati a maggio e giugno, si consolida a luglio la tendenza in negativo delle assunzioni che calano del 4,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con una riduzione in termini assoluti di 706 unità".
Il rallentamento riguarda tutti i settori, agricoltura (-14,8%), secondario (-4%) e terziario (-2,2%). La dinamica resta comunque positiva nei primi sette mesi dell’anno: tra gennaio e luglio le assunzioni sono aumentate complessivamente del 17,8%. I dati sono contenuti nell’ultimo report di Agenzia del lavoro.
"La tendenza al calo - aggiungono Zabbeni, Pomini e Largher - si sta consolidando e con molta probabilità vedremo un ulteriore ridimensionamento delle assunzioni con i mesi di settembre e ottobre. Dopo la pausa estiva le aziende del manifatturiero hanno cominciato a fare i conti con l’aumento dei costi energetici e si stanno siglando accordi sulla cassa integrazione. Anche nel settore dei servizi c’è preoccupazione per l’impatto dei costi energetici e questa situazione di incertezza potrà avere un impatto sulle assunzioni stagionali per il turismo”.
Da qui la richiesta dei sindacati di aprire subito un confronto per mitigare l’impatto del rallentamento sui redditi delle famiglie già messe a dura prova dall’aumento del costo della vita. “Il ricorso alla cassa integrazione e un probabile ulteriore aumento dei contratti a termine, che nei primi sette mesi dell’anno sono stati il 87% del totale delle nuove assunzioni - proseguono - rischiano di deteriorare ulteriormente il potere d’acquisto di lavoratori e lavoratrici. E’ dunque indispensabile agire subito sia sul piano delle politiche di sostegno al reddito adeguando gli strumenti di welfare provinciale all’inflazione sia agendo sull’integrazione all’assegno Naspi".
Le parti sociali rilanciano la necessità di aprire un tavolo provinciale sul caro bollette per individuare soluzioni condivise con le parti sociali. “A oggi la Provincia ha messo in campo un bonus inefficace e iniquo. Quello strumento va cambiato perché non sia inutile. Vanno individuati meccanismi che sostengano chi più a bisogno e accanto alle risorse stanziate fino a oggi vanno programmati nuovi interventi immediati e strutturali”, concludono Zabbeni, Pomini e Largher.












