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La Südtiroler Freiheit copre il cippo del Brennero: "Rifiuto speciale. Questo è e resterà un confine ingiusto"

Il partito secessionista ha celebrato l'anniversario dell'arrivo delle truppe italiane al Brennero apponendo sul cippo di confine un sacco con una scritta rivendicativa. "Il Brennero è e resterà un confine ingiusto che ha diviso il Tirolo, incatenando i sudtirolesi a uno stato straniero, al quale non volevano appartenere". Non è la prima volta che il confine italo-austriaco finisce al centro delle iniziative della Südtiroler Freiheit

Di Davide Leveghi - 11 novembre 2019 - 19:37

BRENNERO. “Issate le bandiere tirolesi a lutto”. È questo l'invito di Melanie Mair, vice-portavoce dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit. L'occasione per i sudtirolesi non è certo delle più felici: l'11 novembre 1918, infatti, le truppe del Regio esercito italiano giungevano e prendevano possesso del passo del Brennero, proseguendo la loro avanzata verso nord.

 

Il Patto di Londra, secondo gli accordi presi per il confine settentrionale, veniva così portato a compimento, concludendo l'avanzata seguita alla battaglia di Vittorio Veneto, all'armistizio di Villa Giusti e alla decisione dell'Intesa di spingere il controllo italiano fino a Innsbruck, in attesa delle decisioni dei Trattati di pace. Parte del territorio occupato, dal Brennero in su, non era destinato a rimanere in maniera permanente sotto il controllo italiano.

 

Diversa la sorte della parte meridionale, in cui, in attesa dell'annessione, il governatore militare Guglielmo Pecori Giraldi pubblicava un comunicato bilingue. Da qui sarebbe derivata la più cocente delle ferite di una comunità, quella di lingua tedesca annessa all'Italia, foriera di tensioni continue nel corso del '900 e di sporadiche polemiche nell'attualità – sempre della Süd-Tiroler Freiheit è l'iniziativa del 2009 con l'apposizione dei cartelli “Südtirol ist nicht Italien”.

 

Da ultima la copertura da parte della Südtiroler Freiheit del cippo di confine italo-austriaco, inaugurato dopo la Grande Guerra alla presenza di re Vittorio Emanuele III e non nuovo nelle iniziative del noto partito secessionista guidato dalla battagliera Eva Klotz. “Rifiuto speciale. Il Brennero è e resterà un confine ingiusto che ha diviso il Tirolo, incatenando i sudtirolesi a uno stato straniero, al quale non volevano appartenere”, si legge su un cartello attaccato sul telo blu posto sul cippo.

 

Sono passati 101 anni dall'arrivo delle truppe regie al passo del Brennero e questo luogo, termometro delle tensioni tra mondo tedesco e latino, tra Austria e Italia, continua e continuerà a rappresentare una fonte di scontro tra chi lo considera “confine naturale” dell'Italia e che invece simbolo di una storica ingiustizia. In un'Europa ideale dove le frontiere fossero incamminate verso la completa sparizione e non verso il loro prepotente ritorno, tali polemiche non troverebbero spazio. Guardandosi intorno, tuttavia, pare che questo sogno si stia trasformando in un incubo

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