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Maltempo, per ripristinare i sentieri la Provincia assume disoccupati. La Cgil: ''Prima serve esaurire le liste del Progettone, siano rispettati gli accordi''

Franco Ianeselli: "L'accordo preso assieme in Commissione per l'Impiego era quello di attingere per questo genere di impieghi alle graduatorie degli stagionali del Progettore, e quindi over 53, territorio per territorio. Successivamente, esaurito questo, derogare all'età"

Di G.Fin - 15 maggio 2019 - 10:44

TRENTO. Per il ripristino dei sentieri danneggiati dalla tempesta Vaia che si è abbattuta sul Trentino nell'ottobre scorso, la Provincia di Trento ha deciso di reclutare dei disoccupati.

 

Dovranno però essere residenti e domiciliati in provincia di Trento da almeno 5 anni continuativi al momento della domanda, oppure da 10 anni nel corso della vita, purché residenti e domiciliati da almeno un anno in provincia di Trento al momento della domanda.

 

Le assunzioni, spiega la Provincia, avverranno in deroga al criterio dell'età minima stabilito per le assunzioni stagionali nel “Progettone”, disoccupati iscritti alle liste di collocamento o lavoratori autonomi non iscritti alla relativa gestione previdenziale che percepiscono un reddito presunto inferiore ai 4.800 euro all'anno.

 

La decisione è stata assunta dalla Giunta provinciale in considerazione della particolarità dei luoghi di lavoro e della tipologia degli interventi che i lavoratori andranno a svolgere. Il provvedimento, proposto dall’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, prevede che le attività siano realizzate attraverso il Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale, mediante affidamento a cooperative di produzione e lavoro e ai loro consorzi.

 

Si stima che in Trentino i sentieri interrotti, parzialmente o totalmente, siano oltre 400 per un totale di oltre 2.000 chilometri. Gli interventi di ripristino dei sentieri saranno successivi ai lavori di esbosco operati da ditte
boschive specializzate nel settore.

 

Qui la delibera

 

 

 

Le domande dovranno essere presentate dagli interessati all’assunzione, dal 13 maggio al 24 maggio 2019, al Centro per l’Impiego di riferimento. Al momento della domanda i lavoratori dovranno avere un’età superiore ai 18 anni. Dovranno inoltre essere in possesso di esperienze professionali in ambito agricolo, forestale o edile o avere un percorso di studi inerente all’ambito agricolo-forestale, dovranno essere in grado di raggiungere autonomamente il luogo di lavoro ed essere in possesso di patente B.

 

I lavoratori saranno coordinati da un capo squadra qualificato e formato.  Verrà formato un elenco di lavoratori, diviso per sei ambiti territoriali ( Comunità Territoriale della Val di Fiemme e Comun General de Fascia; Comunità di Primiero, Comunità Valsugana e Tesino; Comunità Alta Valsugana e Bersntol, Territorio Val d'Adige, Comunità della Val di Cembra; Comunità della Vallagarina e Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri; Comunità Rotaliana-Konigsberg, Comunità della Val di Non, Comunità della Valle di Sole, Comunità della Paganella; Comunità delle Giudicarie, Comunità Alto Garda e Ledro, Comunità della Valle dei Laghi). Le opportunità di lavoro saranno offerte ai residenti nei diversi ambiti territoriali. Se in un ambito territoriale non ci saranno disoccupati da assumere, si potranno selezionare lavoratori presenti nell’elenco di un ambito territoriale limitrofo. L’avviamento all’attività lavorativa avverrà a seguito di selezione.

E' previsto inoltre un percorso formativo, con verifica finale, denominato “Corso base professionale di taglio alberi forestali” della durata di 40 ore, che sarà svolto prima dell’avvio dell'attività lavorativa. Il corso varrà come prerequisito per l’ottenimento del patentino di “Responsabile della conduzione di utilizzazioni forestali”. Per quanto concerne il requisito della residenza, saranno applicati gli stessi termini definiti dalla deliberazione per l’assunzione degli stagionali nel “Progettone”: i lavoratori dovranno essere residenti e domiciliati in provincia di Trento da almeno 5 anni continuativi al momento della domanda, oppure da 10 anni nel corso della vita, purché residenti e domiciliati da almeno un anno in provincia di Trento al momento della domanda.

Si prevedono interventi per 3.000.000 di euro; sull’esercizio finanziario 2019, per realizzarne la prima “tranche”, sono stati messi a disposizione del Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale 1.500.000 euro. Sulla situazione dei boschi trentini a seguito del passaggio di “Vaia” si è confrontato anche il “Tavolo di coordinamento per la gestione del fondo di solidarietà “Calamità Trentino 2018”, che si è riunito più volte nel corso dell’inverno, mettendo in primo piano i temi della sicurezza per chi opera nei boschi e della valenza formativa e lavorativa dei possibili interventi da attivare, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani. Il “Tavolo" ha deciso di contribuire al finanziamento del progetto con l’importo di 100.000 euro ricavato dai fondi attualmente raccolti dalle donazioni volontarie.

 

La decisione assunta nella delibera da parte della Giunta Provinciale, però, non è quella presa nel corso dell'ultima Commissione provinciale per l'Impiego e che aveva trovato d'accordo sindacati e anche imprenditori. A spiegarlo è la Cgil che ora ne chiederà conto nella prossima commissione prevista per il giorno 23 di questo mese.

 

“Nell'ultima commissione provinciale per l'impiego – ha spiegato Franco Ianeselli – avevamo concordato che si dovesse attingere per questo genere di impieghi alle graduatorie degli stagionali del progettore, e quindi over 53, territorio per territorio. Solo se non si trovavano disponibilità si sarebbe potuto andare in deroga rispetto il paramentro dell'età”.

 

L'accordo che era stato trovato dai sindacati con la Provincia rappresentava una modifica molto forte rispetto la proposta iniziale che avrebbe portato l'assunzione di giovani con il sistema del Progettone andando però a contrastare con i principi per i quali questo è nato.

 

“In quest'ultima delibera – ha concluso Ianeselli – non troviamo traccia dell'accordo che avevamo fatto. Ora vogliamo attendere la nuova commissione del 23 perché non vogliamo nemmeno pensare che un accordo preso sia stato poi ignorato. Sarebbe lesivo nei nostri confronti”.

 

 

 

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