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Manca il nettare, l'iniziativa del web: un cucchiaino d'acqua e zucchero sul balcone per nutrire le api. Facchinelli: ''Regalate chili di zucchero agli apicoltori''

Api e apicoltori in difficoltà a causa del meteo di questa primavera. Il presidente: ''Il metodo proposto in Rete non è dannoso, ma è meglio sostenere chi lo fa per lavoro''

Pubblicato il - 21 maggio 2019 - 20:16

TRENTO. Un cucchiaino di acqua e zucchero per nutrire e aiutare le api in difficoltà. Non è la prima volta che l'iniziativa viene proposta sul web e, complice la giornata mondiale delle api di lunedì 20 maggio e le sfavorevoli condizioni meteo che provocano la perdita di intere fioriture e mettono a dura prova il lavoro delle api (qui e qui articoli), in questi giorni il tam tam su Internet torna a farsi sentire.

 

Alla base di tutto, hanno spiegato gli esperti, il meteo di questa primavera che ha visto temperature inferiori alla media, inciso sulla fioritura delle piante e la produzione di nettare, quindi sulla produzione del miele. Addirittura Coldiretti ha spiegato che, per sopravvivere, le api sono costrette a mangiare il poco miele che riescono a produrre.

 

Una situazione riportata dalla stampa e che ha preoccupato le persone più attente alla natura. Diversi gli appelli comparsi in Rete a fare "ognuno nel suo piccolo, qualcosa per aiutare le api". Come? Diluendo dello zucchero in acqua e lasciando la bevanda zuccherina su un balcone, un davanzale o in giardino. Un'attività che di certo attira gli insetti.

 

Ma funziona davvero? Lo abbiamo chiesto al presidente dell'Associazione apicoltori trentini Marco Facchinelli che precisa: "Parliamo di una soluzione di acqua e zucchero al limite della saturazione. Con questo metodo chiaramente non avviene l'impollinazione, ma si nutrono le api. In questo periodo per mancanza totale di nettare si nutrono lì e tornano all'alveare senza nettare".

 

"Non è un comportamento dannoso - continua Facchinelli - se qualcuno lo vuole fare, ma è meglio regalare dieci chili di zucchero a un apicoltore. Per evitare la morte delle api, infatti, in questo periodo noi continuiamo a nutrirle con taniche di sciroppo, così non producono miele, ma almeno ne impediamo la morte".

 

Perché è meglio regalare lo zucchero agli apicoltori che metterlo sul balcone? "Non è detto che le api trovino il cucchiaino perché magari è lontano dall'alveare. Meglio aiutare gli apicoltori portando zucchero o sciroppo fatto di zucchero. Si conti che per una famiglia di api servono 3-4 chili di zucchero a settimana. Per chi ha 100 alveari parliamo di circa 300 chilogrammi di zucchero a settimana. Io, ad esempio, ne ho comperati 45 quintali", dice il presidente degli apicoltori.

 

"Nella giornata mondiale delle api si è fatto tanto parlare di api, ma bisogna anche parlare delle aziende perché se sopravvivono le aziende sopravvivono pure le api - prosegue Facchinelli - In questo periodo le stiamo nutrendo non perché facciano del miele, ma perché non muoiano. Il miele che togliamo alle api è quello in eccesso, tanti chilogrammi se li mangiano. Se non ne producono muoiono. Per questo le nutriamo con lo zucchero, che trasformano in un composto simile al miele che serve per la loro sussistenza. Ma che è molto di meno di quanto produrrebbero con a disposizione il nettare".

 

"Speriamo comunque che in qualche regione a breve venga dichiarato lo stato di calamità" conclude Facchinelli.

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