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Offensiva turca in Siria: iniziati i bombardamenti nel nord del Paese. Conte: ''Grande preoccupazione per questa offensiva''

Con un tweet il presidente Erdoğan ha annunciato l'inizio dell'operazione "Primavera di pace". Obiettivi: "prevenire la formazione di un corridoio del terrore al confine e portare la pace". Raid aerei sulle città di Ras Al Ain e Ayn Issa. I curdi chiamano tutti alla resistenza

Pubblicato il - 09 ottobre 2019 - 17:48

ANKARA. "Le Forze Armate Turche, insieme all'Esercito Nazionale Siriano, hanno appena lanciato l'operazione 'Primavera di pace' contro Pkk/Ypg (i curdi ndr) e i terroristi di Daesh nel nord della Siria. La nostra missione è quella di prevenire la creazione di un corridoio del terrore lungo il nostro confine meridionale, e quella di portare la pace in quell'area". Con questo tweet il presidente turco Erdoğan ha annunciato l'inizio di una nuova offensiva militare nel nordest del paese.

 

 

 

 

E fa riflettere che, tra le motivazioni addotte e nel nome stesso dell'operazione, ci sia proprio la pace. Lo storico romano Tacito, in una delle sue più celebri opere, mette in bocca ad un generale la frase: "ubi solitudinem faciunt, pacem appellant". Che, tradotta, suona più o meno così: "dove fanno il deserto, lo chiamano pace". E (forse) il senso delle parole di Erdoğan sta tutto qui. L'ennesima guerra dichiarata in nome della pace. Paradossale, certo. E, proprio per questo, inumano.

 

L'obiettivo dell'operazione 'Primavera di pace' è la creazione di una zona cuscinetto nel nord della Siria per allontanare dal confine i curdi siriani, considerati un gruppo terroristico dal governo di Ankara. In questa zona, poi, dovrebbero essere trasferiti i profughi siriani scappati dalla violenza della guerra

 

Secondo i media turchi i primi bombardamenti sono stati compiuti contro la città di Ras Al Ain, vicina al confine. Pare che siano state sentite altre esplosioni lungo la frontiera. Colpita anche Ayn Issa, cittadina a una trentina di chilometri a sud del confine. Al momento non sembra siano in atto invasioni di terra. Nelle operazioni coinvolto anche l'Esercito Siriano Libero, gruppo ribelle sunnita che negli ultimi anni già aveva partecipato a offensive turche anti-curde.

 

L'operazione era stata annunciata nei giorni scorsi dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annunciato il ritiro delle truppe statunitensi dal confine settentrionale siriano per non interferire nelle operazioni militari turche. Un voltafaccia ignobile dato che, negli ultimi anni, i curdi hanno sempre combattuto a fianco degli Stati Uniti contro lo Stato islamico (QUI ARTICOLO).

 

"La cosa certa è che sarà un massacro", aveva sentenziato senza mezzi termini Raffaele Crocco, reporter di guerra e anima dell'Atlante delle guerre su cui, a tal proposito, ha pubblicato un editoriale dal titolo eloquente: "Vergogna" (QUI ARTICOLO).

 

I curdi, dal canto loro, chiamano tutti alla resistenza. E, in questo caso, non c'è altro da dire se non "vergogna": sì  perché Unione europea e Stati Uniti - dopo essersi serviti dei curdi contro il Califfato, averne celebrato la tenacia, averne lodato la forza delle donne combattenti - ora hanno volto lo sguardo da un'altra parte abbandonandoli.

 

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha espresso preoccupazione: "Azioni unilaterali rischiano solo di pregiudicare i risultati raggiunti nella lotta contro la minaccia terroristica, a cui l'Italia ha dato un significativo contributo nell'ambito della Coalizione anti-Daesh e destabilizzare la situazione sul terreno". Dello stesso avviso il presidente Conte: "Sono stato appena informato che la Turchia ha assunto una iniziativa unilaterale su cui non posso non esprimere preoccupazione".

 

Una vergogna davvero. Nessuna primavera e nessuna pace all'orizzonte. Chiamiamola con il suo nome: guerra.

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