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Operazione antidoping ''Big boy'', sgominata un'organizzazione criminale. Un migliaio di farmaci per 30.000 euro sotto sequestro

In 9 ai domiciliari, tra cui un medico e due personal trainer. I presunti destinatari: bodybuilders, ciclisti, arm-wrestlers e pallavolisti

Foto d'archivio
Pubblicato il - 28 giugno 2019 - 15:37

TRENTO. "Big boy": questo il nome dell'operazione anti-doping dei carabinieri del Nas (qui articolo), risultata oggi nell'esecuzione di 9 arresti domiciliari nel nord Italia. In totale 42 le perquisizioni, oltre un migliaio le confezioni di prodotti farmaceutici e dispositivi medicali sequestrati assieme ad apparati informatici.

 

Le indagini dei militari del Nas, supportati dai militari della specialità e dell'Arma territoriale, sono state coordinate dal procuratore Sandro Raimondi e dal sostituto procuratore Davide Ognibene.

 

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite nelle province di Trento, Bolzano, Brescia, Bergamo, Cremona, Modena e Viterbo. Le 9 persone interessate, a vario titolo, sarebbero secondo l'accusa state parte di un presunto sodalizio criminoso che sarebbe stato attivo in Trentino, con ramificazioni in Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.

 

L'attività contestata: commercio di farmaci dopanti e a effetto stupefacente, l'impiego di sostanze dopanti e di procedure vietate come l'auto-emotrasfusione. Sostanze che sarebbero state destinate ad atleti di varie discipline sportive (tra cui body building, ciclismo, arm-wrestling e pallavolo). Tra le contestazioni, in alcuni casi, anche il presunto esercizio abusivo della professione sanitaria di fisioterapista e dietista.

 

L'inizio dell'attività investigativa risale alla scorsa estate; in precedenti operazioni sarebbero state arrestate negli ultimi anni in totale 50 persone.

 

Nel mirino degli investigatori è finita tra l'altro l'attività di un direttore sanitario di due case di riposo della provincia di Trento, di due personal trainer e bodybuilder.

 

Secondo la ricostruzione dell'accusa a disposizione di sportivi, nelle case di riposo interessate, sarebbero state pratiche ematiche dopanti vietate. Procedure che sarebbero avvenute in assenza delle condizioni previste per l'igiene e la sicurezza. Durante gli incontri gli atleti avrebbero potuto ricevere indicazioni sulle modalità di acquisto di farmaci proibiti e sui metodi farmacologici più idonei a eludere eventuali controlli antidoping.

 

Già arrestato dai carabinieri era stato un noto personal trainer modenese: avrebbe per l'accusa avuto in casa un deposito abusivo di farmaci d'importazione clandestina, dal valore stimato di circa un milione di euro.

 

Durante l'operazione messa in atto in questi giorni dai Nas è inoltre stato sequestrato un migliaio di confezioni di prodotti farmaceutici, di alcuni dispositivi medicali e di apparati informatici. Tra i farmaci ce ne sarebbero stati anche contenenti principi attivi anabolizzanti (alcuni a uso veterinario) a base di ormone della crescita, testosterone, clembuterolo, stanozololo, poi ormoni diuretici e anoressizzanti, nonché il nandrolone.

 

Il valore complessivo delle sostanze sequestrate ammonterebbe a oltre 30.000 euro. Sostanze che, se assunte senza controllo medico e con finalità diverse da quelle previste dall'uso terapeutico, possono risultare pericolose. Da segnalare in questo senso sarebbe, a gennaio, il ricovero di un 25enne trentino nel reparto di Rianimazione, per patologie che potrebbero essere insorte dopo l'utilizzo di dei farmaci anabolizzanti.

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