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''Per 2 anni rimarrete chiusi'', mentre partono i primi lavori (dopo mesi di stallo) arriva l'avviso a La Capannina. Giacomo: ''Ci ritroviamo senza lavoro e con investimenti da buttare''

Da quando il maltempo di fine ottobre ha distrutto interi boschi nella zona di Bedolplan, sopra Piné, praticamente nulla è stato fatto a livello di recupero del legname schiantato e della zona. In questi giorni, però, è arrivata l'incredibile notizia ai due giovani gestori del ristorante/bar: ''Hanno trasformato in un lotto unico un'area di circa 150 ettari e la ditta che ha vinto l'appalto ha deciso, per motivi di sicurezza, di farne tutto zona cantiere''

Di Luca Pianesi - 20 maggio 2019 - 19:53

BASELGA DI PINE'. ''Abbiamo fatto degli investimenti calcolandoli su 6 anni di permanenza. Ora saremmo arrivati al terzo e sarebbe dovuto essere quello dei guadagni e invece ci ritroviamo senza lavoro, con le tasse da pagare e addirittura nella paradossale situazione di doverci pagare un garage dove depositare i nostri due anni di Capannina''. C'è grande dispiacere nelle parole di Giacomo, uno dei due ragazzi (lui ha 28 anni, l'altro è Davide e ne ha 33) che ha preso in gestione nel 32017, il locale La Capannina, un grande edificio creato riqualificando un vecchio maso contadino, un tempo immerso tra i boschi sopra Baselga di Piné.

 

Diciamo ''un tempo'', perché, in poche ore, a fine ottobre, gli effetti della tempesta Vaia, hanno modificato completamente il paesaggio circostante radendo al suolo migliaia di alberi e graziando, praticamente, solo La Capannina, rimasta miracolosamente indenne dagli schianti degli alberi. A sette mesi di distanza, però, praticamente nulla è stato fatto. L'inerzia della politica provinciale e di quella locale rischiano di creare effetti molto gravi per l'economia e la tenuta sociale delle zone che sono state colpite da questi schianti e i primi effetti di questo immobilismo li stanno vivendo sulla loro pelle proprio Davide e Giacomo.

 

 

''Ci saremmo aspettati che in questi mesi di 'non inverno', perché alla fine per molto tempo non ha nevicato e il meteo era perfetto per lavorare, qualcuno si muovesse per cercare di mettere in sicurezza i boschi - spiega Giacomo - ma così non è stato. Di mese in mese abbiamo chiesto incontri all'Asuc di Baselga di Piné, che è la proprietaria de La Capannina, per sapere come sarebbero stati realizzati gli interventi di ripristino del patrimonio boschivo circostante. E per mesi siamo praticamente stati ignorati. Per tutelarci abbiamo, quindi inviato una mail con la pec tramite avvocato ma anche lì non abbiamo avuto risposta. L'unica cosa che c'è stato detto pochi giorni fa è che La Capannina avrebbe chiuso. La strada che conduce a Bedolplan, infatti, verrà bloccata per almeno 2 anni''.

 

 

 

 

Il 14 maggio ci sono stati i primi lavori dopo mesi di nulla (qui sopra il video del 14 maggio). Ma la ditta che ha vinto l'appalto per il recupero dell'area ha deciso, per ragioni di sicurezza, di rendere l'intero lotto assegnatole cantiere vietando, in questo modo, l'accesso agli estranei.

 

 

''E tra gli estranei ci siamo anche noi - prosegue Giacomo - e tutti i nostri clienti. Una cosa pazzesca. Stiamo parlando di un territorio gigantesco che sarà circa 150 ettari di terreno che essendo trattato come lotto unico diventerà inaccessibile per la popolazione. Un'area che va da Cialini a Bedolplan. Noi abbiamo ottenuto la gestione de La Capannina due anni fa e abbiamo fatto tanti investimenti sul futuro di questa struttura. Questo sarebbe stato il terzo anno, quello decisivo dopo gli anni di avvio e di consolidamento. Ora ci ritroviamo a dover chiudere e c'è stato detto anche di portare via tutto il prima possibile. Il risultato sarà che non avremo più un lavoro, avremo buttato via anni di investimenti e di energie e che ci dovremo pagare anche un affitto per un garage dove mettere tutte le cose che porteremo via da questo edificio che è grande più di 200 metri quadri''.

 

 

Il tutto perché le cose non sono state fatte, evidentemente, bene a livello politico e gestionale. I due ragazzi le idee le hanno, come hanno proposte da avanzare all'amministrazione e richieste per poter riuscire a rimanere aperti. ''Ma non ci arrendiamo - conclude Giacomo - non chiudiamo finché non arriverà l'ordinanza del Comune che ci costringe ad andarcene. Finché non ci sarà una sbarra che blocca l'accesso alla strada non ci muoveremo e per fortuna abbiamo l'affetto e la vicinanza di tante persone pronte a raccogliere le firme per non perdere per così tanto tempo La Capannina e più in generale l'intera zona del Bedolplan''.

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