Contenuto sponsorizzato

Tre giovani fratelli avevano avviato Augurio e hanno dovuto cedere al Covid dopo pochi giorni. Ora riapriranno con tanta speranza e un'assurda incognita: l'insegna

Il nuovo e fascinoso, ristorante di via Dietro le Mura a Trento è frutto di una bella ristrutturazione che ha trasformato locali degradati in una "chicca". Dopo cinque mesi dalla domanda e dopo rassicurazioni verbali il  Comune  boccia la bella insegna che per altro nobilita il vicolo ed è indispensabile indicazione. Alla faccia del sostegno all'imprenditoria giovanile. ''Abbiamo lavorato mesi per un recupero che rispecchia le nostre idee. Da lunedì siamo qui a garantire un clima oltre che una ristorazione innovativa. Il distanziamento dei tavoli? Beh, noi lo abbiamo pensato come un posto che assicura anche intimità, privacy, oltre che trasparenza su quel che offriamo''

Di Carmine Ragozzino - 19 maggio 2020 - 19:21

TRENTO. Apri e devi subito chiudere. Nemmeno tre settimane: maledetto virus. Il dolce, le prime e tanto sperate soddisfazioni, diventa fiele. Eri partito bene: coperti e scoperta. Piace l’idea, piace il posto, piace il pasto. Un pasto che va per conto suo senza confondersi e anzi distinguendosi per una tipicità che non pesca in Trentino ma guarda altrove. In un altrove dove il gusto, qualità della materia e originalità cercano e trovano una giovane sintesi. Mattia, il mediano dei tre fratelli-imprenditori, (gli altri sono Luca e Samuele) ha speso parecchi dei suoi 30 anni faticando e imparando in cucine prestigiose tra Elba e Sardegna. “Ora – spiega orgoglioso – tiro le somme e provo a mettere a frutto l’esperienza di anni stagionali, duri ma belli”.

 

Maledetto virus. È stato, sarà, una disgrazia per molti che campano di ristorazione e dintorni. Per qualcuno è stata una doppia disgrazia: l’avvio di attività, la scommessa che prende sostanza. E subito la batosta. Per i tre fratelli Augurio – un cognome che meglio non si poteva per dare un nome ben auspicante ad un ristorante – la scalogna abbonda. O meglio, abbonda sì, ma di assurdo. Il nuovo, fascinoso, ristorante di via Dietro le Mura a Trento, dovrebbe tornare attivo da lunedì prossimo. Se la miopia comunale non recupererà in fretta un minimo di diottrie -  “Augurio” potrebbe dover fare a meno di quell’elegante indicazione ovalizzata appesa sopra la porta d’ingresso.

 

Non è solo un’insegna, per altro bella come poche tra quelle del centro città. È un’identificazione che i tre fratelli imprenditori hanno studiato fin nei particolari, così come è accaduto per ogni angolo del locale ricavato da un luogo di abbandono. Un luogo rinato. L’insegna è come il nome sulla porta di casa: non avercelo è un casino. L’insegna in questione, per altro, dà anche un po’ di decoro ad un vicolo che abbisognerebbe di ben altra attenzione da parte dell’amministrazione comunale: la pseudo arte murale dei cretini lo disonora tanto quanto una pulizia approssimativa. Davanti ad Augurio ci sono anche alcune carcasse di bicicletta lasciate lì a marcire. Bene, invece che ringraziare - facilitandolo, chi nobilita una strada con la sua giovane scommessa imprenditoriale - il Comune molla ai tre fratelli uno schiaffo con mano burocratica: l’insegna non è autorizzata.

 

 

Già qui non si capisce la ratio, se non quella di nascondere ogni buon senso dietro l’assurdità di regolamenti non aggiornati e non adattati alla realtà che cambia. Dirli discutibili è dire nulla. Ma c’è di più. Gli Augurio avevano fatto regolare domanda cinque mesi fa: pratiche, disegni, foto, bolli. Hanno avuto risposta pochi giorni fa. Un no del tutto inaspettato, proprio nel mentre stanno per riaprire con tanta fiducia ma non senza preoccupazione. “Non capiamo – dice Luca, il 34enne fratello maggiore – per questa pratica il Comune ha fatto tutti i sopralluoghi del caso. Abbiamo messo l’insegna all’altezza giusta in accordo con loro e con il condominio. Ci è stato detto di stare tranquilli perché negli uffici competenti mancava una firma su tre, ma le due già messe davano consenso. Invece ecco una risposta che dopo cinque mesi è negativa. Ma si può? E adesso che facciamo? Riaprire senza insegna è un limite serio per un locale nuovo, in un posto che non è di passaggio. Con il lavoro di recupero e valorizzazione architettonica che abbiamo fatto a nostre spese, non ce lo meritiamo questo problema in più”.

 

 

No, non se lo meritano. A guardare le foto di quel che c’era prima di Augurio non ci si crede. Da un tugurio i tre fratelli hanno ricavato una chicca: antiche mura riapparse con grande dispendio, una cripta trasformata in sala, cucina a vista non appena si entra. Eccetera. La sfiga non viaggia mai da sola? Magari è solo un modo di dire, ma certo è un modo di dire che c’azzecca per i tre fratelli dal cognome che vista la grinta e la chiarezza di idee porterà loro comunque bene. La vicenda dell’insegna però resta paradigmatica. Si fa un gran blaterare sull’imprenditoria giovanile da aiutare. Quando tre giovani imprenditori in un momento come questo, dove si continua a ripetere che si deve sburocratizzare, ci provano lo stesso devono sbattere la testa contro una burocrazia tanto incomprensibile quanto ignorante dei danni che può provocare.

 

Pare che il problema sia l’illuminazione dell’insegna. Ma se accesa, non è un faro, né un’indicazione da Luna Park come altre che sono state invece autorizzate in città senza batter ciglio. “Augurio” emana luce soffusa, stile ed eleganza. E lo si ripete: nobilita via Dietro le Mura. Ma per i solerti degli uffici comunali competenti questi valori aggiunti non sono contemplabili. Ligio a regole sregolate quando sono anacronistiche, il Comune nega. Vieta. Fa guai. Lo fa anche in un momento topico come questo, quando ogni elasticità a favore di chi deve provare un’ardua ripresa commerciale sarebbe un obbligo morale prima che amministrativo. Di nuovo dunque: sindaco se non sa battere colpi, almeno tamburelli. Nell’attesa e nella speranza che il Comune rimedi – se vuole può -, ci si consola con il contagio dell’entusiasmo e della caparbietà dei tre fratelli: Luca, Mattia e Simone.

 

“Ci abbiamo lavorato mesi mettendo tutto noi stessi per rendere Augurio come lo volevamo - raccontano -. Ci siamo riusciti e siamo felici. Quel breve inizio ci ha dato fiducia, confermata poi dagli ordini su Delivery. Da lunedì siamo qui a garantire un clima oltre che una ristorazione innovativa. Il distanziamento dei tavoli? Beh, noi abbiamo pensato Augurio come un posto che assicura anche intimità, privacy, oltre che trasparenza su quel che offriamo e su come lo offriamo, quindi..”.

Quindi auguri, anzi Augurio. E auguri anche al Tunnel di Lago Carducci, un altro dei locali a doppia sfiga. Mauro Bezzi lo ha aperto il 21 dicembre e ha dovuto chiuderlo il 9 marzo.

 

Nel mezzo una montagna di preoccupazioni economiche per titolare, socia e tre camerieri. Preoccupazioni comuni a tutti – liquidità ciao, cassa integrazione quando? – appena mitigate dalla sensibilità di un locatore che non ha impiccato il Tunnel all’affitto. Anche al Tunnel la voglia non molla: “Ci proveremo, ci stiamo già provando”. Ci provano in una strada del centro dove le potenzialità di plateatico, dunque di lavoro nei mesi caldi, sono bloccate dalle auto cui è permessa la sosta prolungata. Ma si può?

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 ottobre - 05:01

Il presidente dell'Ordine dei medici, Marco Ioppi: "Sulla scuola si deve agire in modo sartoriale caso per caso. Annullare i Mercatini è stata una scelta di buonsenso e prevenzione. La stagione invernale va attentamente pianificata e gestita"

21 ottobre - 19:49

Purtroppo si registra anche un nuovo positivo a Cembra Lisignago dove si era sviluppato il più grosso focolaio legato alla popolazione residente che ha un rapporto dell'0,85% di positivi per residenti. Dato più alto nel comune vicino, ad Altavalle (1% di popolazione positiva). Altri tre comuni sopra lo 0,75%

21 ottobre - 20:14

La notizia è stata battuta da Reuters e ripresa in tutto il mondo. Il fatto sarebbe avvenuto in Brasile e la conferma arriva dall'Università di San Paolo

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato