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| 09 mag 2019 | 12:41

''Proteggiamo i nostri figli e diffondiamo la cultura della legalità'', un protocollo tra forze di polizia e locali pubblici

Un protocollo d'intesta in materia sicurezza dei locali pubblici trentini. Questo l'accordo tra le forze di polizia, le associazioni di categoria dei gestori delle discoteche e dei servizi di controllo nei esercizi di pubblico spettacolo, Fipet, Confesercenti, FederSicurezza, Assiv, Assointrattenimento, Aiss, Federpol e Anivp

Proteggiamo i nostri figli e diffondiamo la cultura della legalità'', un protocollo tra forze di polizia e locali pubblici

TRENTO. Un protocollo d'intesta in materia sicurezza dei locali pubblici trentini. Questo l'accordo tra le forze di polizia, le associazioni di categoria dei gestori delle discoteche e dei servizi di controllo nei esercizi di pubblico spettacolo, Fipet, Confesercenti, FederSicurezza, Assiv, Assointrattenimento, AissFederpol e Anivp

 

"Un modo - commenta Domenico Lione, vice prefetto di Trento - per coordinare e prevenire attività di violenza, rissa e spaccio, ma anche per mettere le forze di polizia nelle condizioni di intervenire sempre più tempestivamente. Le segnalazioni possono portare a rapidi interventi, così come a spunti investigativi. Dobbiamo preservare i nostri figli da situazioni critiche".

 

Il protocollo richiama l'accordo quadro nazionale stipulato al ministero dell'interno nel 2016, un provvedimento che ha dettato le linee di indirizzo per trovare un più avanzato sistema di relazioni e sinergia tra gli operatori di settore e le forze dell'ordine. "Questo dispositivo - aggiunge Lione - permette di incrementare il livello di sicurezza all'interno e all'esterno dei locali di pubblico intrattenimento che aggregano una notevole massa di persone. L'adesione e la partecipazione attiva a questo impegno, consente al questore di tenere conto della collaborazione prima di procedere all'eventuale sospensione della licenza, un danno economico alle attività".

L'intesa prevista nel protocollo, firmata anche da carabinieri e guardia di finanza, vuole perseguire lo sviluppo di forme avanzate di collaborazione tra le imprese del settore e le forze dell'ordine nell'ottica di estendere la sicurezza integrata e partecipata secondo forme e modalità operative concordate e declinate alle particolari esigenze del territorio. "Vogliamo - dice Giuseppe Garramone, questore di Trento -  favorire la diffusione della cultura e della legalità nelle giovani generazioni. La vicinanza delle autorità è importante in quei luoghi dove i nostri figli si divertono".

 

Nel mese scorso sono stati effettuati diversi controlli nei locali del capoluogo (Qui articolo), così come in tutto il territorio provinciale. "Qui in Trentino - evidenzia Garramone - non ci sono particolari allarmi, gli imprenditori del settore sono bravi, ma l'attenzione deve restare sempre alta per prevenire situazioni gravi. Nelle mie precedenti esperienze sono stato costretto a sospendere molte licenze, tanti i giovanissimi finiti al pronto soccorso in coma etilico. Questo protocollo permette ai titolari degli esercizi di prendere le distanze dal mondo che gravita intorno all'impresa".

 

Le associazioni di categoria hanno aderito in modo convinto a questo protocollo. "La collaborazione - spiegano i rappresentanti di Confesercenti - è fondamentale per sviluppare la cultura della legalità. Non sono gli interventi eclatanti, ma le piccole azioni quotidiane che permettono di raggiungere questo obiettivo. Ora non ci si deve fermare alla firma, si deve attuare il dispositivo".

 

Un protocollo che riguarda anche le discoteche. "Il Trentino - conclude Franco Cecconipresidente nazionale dell'Associazione italiana sicurezza sussidiaria (Aiss) - è una terra felice, ci sono meno problemi e questo accordo è la strada giusta. I servizi di controllo sono alleati delle forze di polizia".

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