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Tagli sui farmaci contro i tumori? La linea la dà il dirigente della Pat e non l'assessora. Zeni: "Lei a Roma a manifestare e intanto si va contro il consiglio provinciale"

Di fronte al razionamento nell'ambito dei farmaci oncologici annunciata da un dirigente dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, nonostante a maggio il Consiglio provinciale avesse votato a larga maggioranza che si escludessero dai tagli, il consigliere Zeni è partito all'attacco: "Le indicazioni per il contenimento dei costi in questo settore dovrebbe arrivare dalla farmacologia, non dalla politica. Si colpiscono gli oltre 5000 pazienti oncologici all'anno del Trentino"

Di Davide Leveghi - 20 October 2019 - 20:49

TRENTO. ''L’assessora non va all’incontro con cento associazioni del sociale che attendono la linea della Provincia, dicendo che non voleva politicizzare l’incontro, come se non fosse responsabilità della politica chiarire la direzione, e il dirigente fa le interviste politiche sui temi sui quali l’assessora silente non parla mentre, anzi, lei è a Roma a manifestare?''.  A seguito di un'intervista rilasciata dal dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti al Corriere del Trentino, in cui si annunciano tagli sulle spese per i farmaci oncologici, l'ex assessore alla salute Luca Zeninon risparmia critiche.

 

La condotta della Giunta, infatti, tradirebbe a suo dire non solo l'indicazione data dal Consiglio provinciale ancora a maggio per non contenere i costi in ambito oncologico ma minerebbe anche la qualità della sanità trentina, da sempre fiore all'occhiello dell'autonomia e ai vertici nazionali. “Le indicazioni per il contenimento dei costi provengono dalla Giunta, sono politici – afferma Zeni, raggiunto al telefono da ildolomiti.it – come politica è l'intervista di Ruscitti. Alla base c'è dunque una sovrapposizione incorretta di ruoli. Chi dovrebbe dare la linea è l'assessore, in questo caso lo fa un dirigente di Dipartimento”.

 

Ma non è certo questo il punto che preme più al consigliere democratico: “Nell'aprile 2019 l'assessora Segnana inviò una lettera all'Azienda sanitaria con cui annunciava la volontà di razionalizzare il comparto della sanità – (qui articolo) – tra le voci sottoposte a tagli c'era anche quella dei farmaci oncologici. Non se ne capisce il motivo, onestamente”.

 

La Giunta, infatti, come emerge dall'intervista di Ruscitti, avrebbe pensato di attuare tagli sui farmaci oncologici innovativi, cioè farmaci che, passata una trafila, vengono somministrati dai medici a pazienti malati di tumori specifici in base al criterio di appropriatezza, a favore di altri “equivalenti”. I tagli previsti nei prossimi 4 anni (2020-2023) si concretizzerebbero in una cifra attorno ai 120 milioni.

 

L'interrogazione di Zeni (29 maggio 2019), approvata dal Consiglio, impegnava la Giunta a “proseguire un confronto con le organizzazioni sindacali mediche e delle professioni sanitarie, oltre che con i rappresentanti delle associazioni dei malati, per condividere eventuali percorsi di razionalizzazione” e a “considerare la lotta al cancro una priorità assoluta, e nel rispetto della normativa sull'appropriatezza e sulla responsabilità del medico rispetto al percorso terapeutico, non individuare l'area oncologica come oggetto di risparmio di spesa”.

 

Impegni che la Giunta, alla luce delle parole di Ruscitti e del silenzio-assenso dell'assessora Stefania Segnana, paiono in procinto di essere disattesi.

 

Tra tutti gli ambiti della medicina, infatti, la Giunta ha deciso di razionalizzare quello che probabilmente ne rappresenta il più sensibile. Dal punto di vista sociale e da quello emotivo. E ciò nonostante a maggio la risoluzione firmata dallo stesso Zeni e approvata da maggioranza e opposizione chiedesse proprio di non intervenire con i tagli sui farmaci oncologici. “Anche dal punto di vista emotivo – prosegue l'ex assessore – risulta difficile giustificare i tagli in questo ambito. Stiamo parlando di 5000 pazienti ogni anno in Trentino. Il messaggio che si dà anche a loro è sbagliato, provate a pensare come si sentono”.

 

“A questo punto – incalza – o è la Giunta che se n'è infischiata della linea data dal Consiglio provinciale, l'organo legislativo della nostra autonomia, o è il Dipartimento che l'ha ignorata, cosa non meno grave. Negli ultimi anni non c'erano mai stati tagli nella sanità, anzi, complessivamente le cifre sono state in aumento. E ciò ha coinvolto anche i farmaci oncologici. Una razionalizzazione in questo campo non può derivare da scelte politiche ma da indicazioni della farmacologia, laddove esistono farmaci che effettivamente costano di meno e sono più efficaci”.

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