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| 04 dic 2021 | 16:42

Riforma della sanità, dopo gli Ordini anche i sindacati contro la Provincia: ''Nessun confronto e pochi investimenti ma la Pat paga i privati per le liste d'attesa''

Il timore dei sindacati è che la carenza di personale ormai endemica in tutti gli ambiti della medicina e l’assenza di reali investimenti finanziari nella riorganizzazione portino ad un unico risultato: aumentare i carichi di lavoro sul personale di Apss e rafforzare la sanità privata

Riforma della sanità, dopo gli Ordini anche i sindacati contro la Provincia

TRENTO. Dopo l'importante presa di posizione arrivata da tutti gli Ordini delle professioni sanitarie a scendere in campo ora sono i sindacati che puntano il dito verso la Provincia di Trento per “la mancanza di dialogo e le tante incongruenze” sul percorso che dovrebbe portare ad una riforma del servizio sanitario trentino e ad una riorganizzazione dell'Azienda sanitaria

 

“L’assenza di un vero confronto di merito – spiegano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino - Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti - sulla supposta e tanto sbandierata riorganizzazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari cela la volontà della Giunta e del Dipartimento Salute della Provincia di nascondere sotto il tappeto le tante incongruenze che la delibera assunta nell’agosto scorso porta con sé. Mancanza di dialogo e incongruenze che la Consulta per la Salute e gli ordini di tutte le professioni sanitarie e sociali non smettono di sottolineare”.

 

Intanto però la Giunta le scelte le fa. “Infatti – continuano i sindacati - si trovano immediatamente le risorse per pagare la sanità privata nella gestione delle visite specialistiche in cronico ritardo con le liste d’attesa che si allungano. Se questo è il senso della riorganizzazione dell’Azienda e dell’ospedale policentrico davvero non ci siamo”. 

 

Cgil, Cisl e Uil  ricordano inoltre che questa riorganizzazione, destinata almeno secondo le intenzioni del presidente Fugatti a rivoluzionare l’assetto dei servizi sanitari in Trentino, impegna  400mila euro, “in pratica lo 0,03% del bilancio annuo dell’Apss, briciole con le quali sarà impossibile rafforzare davvero la medicina territoriale e l’integrazione socio-sanitaria”.

 

Critiche alla Giunta che per la decisione di presentare il regolamento che dovrebbe attuare la riorganizzazione lunedì al consiglio sanitario frettolosamente convocato proprio a questo scopo, senza aprire un confronto largo con tutti i portatori di interesse. 
“A questo scopo ribadiamo che non può esserci una riorganizzazione del servizio senza un pieno coinvolgimento degli utenti e delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda. Il timore è che la carenza di personale ormai endemica in tutti gli ambiti della medicina e l’assenza di reali investimenti finanziari nella riorganizzazione portino ad un unico risultato: aumentare i carichi di lavoro sul personale di Apss e rafforzare la sanità privata. Il che suonerebbe davvero una beffa per lavoratori della sanità pubblica privi anche della possibilità di rinnovare il contratto, soprattutto guardano a quando succede a pochi chilometri da noi a Bolzano, dove la Giunta Kompatscher aumenta l’Irap sulle imprese per finanziare il sistema sanitario e ha già stanziato ed è in fase di rinnovo dei contratti di lavoro di tutti i dipendenti pubblici”.

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