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Translagorai, si va avanti. L'assessore Tonina: "Trovato un equilibrio nel nome di una sobria ricettività"

A seguito della II Commissione, l'assessore all'ambiente e all'urbanistica ha sostenuto la necessità di procedere presentando i nuovi punti usciti dalla discussione coi soggetti interessati. Rafforzamento della sentieristica e dei servizi, sono i nodi principali. Critica l'opposizione 5Stelle. Degasperi: "Permangono delle perplessità, la Giunta vigili sul progetto"

Di Davide Leveghi - 24 settembre 2019 - 17:48

TRENTO. Il progetto Translagorai va avanti, nonostante tutto. A sostenerlo è l'assessore all'urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina, che nella giornata di oggi, 24 settembre 2019, ha aggiornato la II commissione sullo stato di attuazione rassicurando i consiglieri sulla volontà della giunta di garantire che gli interventi previsti per Malga Lagorai vengano portati a termine.

 

La seduta, presieduta dal consigliere di Fassa Luca Guglielmi, ha visto Tonina, spalleggiato da Ferrario e Stanchina, affermare l'adozione, per una gestione economica e turistica sostenibile della struttura di un modello di “sobria ricettività”.

 

Ma cosa significa “sobria ricettività”? L'assessore, che nel suo discorso ha ricordato l'impegno assunto per ridiscutere il progetto con tutti gli attori coinvolti, ha indicato nel potenziamento di sentieristica e servizi, nel recupero del patrimonio esistente per comunità locali e allevatori e nell'inserimento di nuove garanzie nella progettazione i nodi della nuova visione che dovrebbe guidare l'intervento. Il tutto in nome di sostenibilità ambientale ed economica.

 

Questa è la nostra visione della montagna - ha sottolineato Tonina - se considerassimo solo la sostenibilità economica, la Giunta non finanzierebbe iniziative del genere. La politica deve avere una sensibilità specifica per questi territori affiancando i soggetti a cui appartengono: Comuni e agricoltori, con il contributo ideale e progettuale della Sat. L'obiettivo era e rimane – ha continuato – quello di garantire a chi vuole gestire queste strutture le condizioni per poter offrire ospitalità agli escursionisti e alla frequentazione alpinistica in questa zona”.

 

Tonina esclude che il progetto includa la costruzione di nuovi rifugi e bivacchi in quota. Tre saranno i percorsi che porteranno invece alla malga, oltre a quello attuale, di certo non percorribile da tutti. “Accanto al tracciato tradizionale sono stati proposti due itinerari alternativi, uno sul lato val di Fiemme e un altro sul versante Valsugana, destinati ad escursionisti meno esperti che abbiano bisogno di adeguati punti tappa”. Di qui l'individuazione, assieme alla Sat, di strutture sottoutilizzate da trasformare in punti tappa e da affidare a una gestione che ne garantisca la custodia e dia la possibilità, oltre di una “sobria ricettività”, anche di somministrare pasti.

 

“I catastrofici danni al territorio e alle infrastrutture prodotti dalla tempesta Vaia – ha premesso all'inizio del suo intervento – hanno causato inevitabili ritardi nell’attuazione delle iniziative previste dall’accordo. Ed è anche emersa con ancor più forza l’esigenza di salvaguardare le caratteristiche paesaggistiche, naturalistiche e le tradizionali forme di alpeggio del Lagorai. Per questo nella valorizzazione ricettiva delle malghe si è deciso di dare priorità alla destinazione agrituristica o, dove questo non sia possibile, alla realizzazione di bivacchi custoditi dagli stessi conduttori delle malghe”.

 

Tonina ha risposto alle criticità sollevate dai soggetti contrari al progetto, affermando di essersi rivolto all'Università di Trento, in particolare al professor Martini, precisando di averne valorizzato il lavoro di approfondimento e non di averne utilizzato la consulenza. Esponendo nel dettaglio lo stato d'avanzamento dei lavori ha specificato poi la tempistica e i finanziamenti ai proprietari previsti per gli interventi da effettuare su Malga Valmaggiore, Malga Conseria, Malga Miesnotta, il Rifugio Monta Cauriol, Malga Cadinello, Malga Valsolero Alta e Malga Lagorai, rispetto alla quale si è voluto specificare che si manterrà la tradizionale destinazione d'uso, in particolare della stalla, necessaria per custodire gli animali e difenderli dai grandi predatori.

 

Gli interventi previsti sulla sentieristica, invece, riguarderebbero il sentiero Buse di Malacarne (i lavori, già iniziati, termineranno entro il 2020), mentre la convenzione con la Sat sarà approvata entro il 2019. Per completare le verifiche sulla situazione dei sentieri, la Sat ha chiesto invece di differire i lavori al 2020.

 

Tonina, pertanto, ha evidenziato come la massima attenzione all'ambiente possa convivere con progetti che diano un futuro. Tutto ciò senza perdere il ruolo della giunta di vigilare l'attuazione dei lavori, oltre alla presentazione del progetto finale da parte della Magnifica Comunità della Val di Fiemme. “La Giunta – ha concluso – è convinta che questo tema sia cruciale e richieda l'impegno di tutti. Ma a territori come questo occorre anche garantire la sostenibilità economica con decisioni che supportino progetti capaci di dare un futuro a questi territori di montagna”.

 

Le opposizioni, invece, rispondono esprimendo diverse posizioni. Filippo Degasperi, consigliere del M5S, in primis, ribadisce l'inappropriatezza di un progetto pensato per un facile accesso degli escursionisti ma posto ad un'altitudine che lo rende ingiustificato. L'altra perplessità espressa dal pentastellato riguarda Malga Lagorai, oggetto del contendere più scottante nel progetto Translagorai.

 

L’ultimo progetto pubblicato nel sito della Magnifica Comunità, secondo Degasperi, è al limite delle norme, in quanto prevede di garantire un servizio di somministrazione con una quarantina di posti a sedere, mettendo a disposizione dei gestori una cucina dotata di un unico piano di lavoro e tre fuochi. A queste condizioni, a suo giudizio, sarebbe impossibile produrre pasti per 30-40 persone, cosa che porterebbe ad un ulteriore intervento. Per questo Degasperi ha sollecitato a verificare i progetti proposti prima che la Provincia finanzi gli interventi perché abbiano una sostenibilità “logica”.

 

Di altro tenore le parole del consigliere UpT Pietro De Godenz, infine, il quale ha criticato “gli eccessi di un certo ambientalismo che da un lato esige di puntare ad un modello di sviluppo turistico di montagna diverso, ma dall'altro, appena emerge una proposta orientata, come questa, ad una progettazione sostenibile parla di speculazione”. Unici punti da tener sott'occhio, a suo giudizio, sarebbero l'accesso della malga coi mezzi a motore e le condizioni lavorative dei pastori.

 

Il presidente Guglielmi, a fine sessione, ha ottenuto dall'assessore Tonina la disponibilità a riferire nuovamente alla Commissione tra sei mesi sul progetto Translagorai.

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