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Trasportavano carburante dalla Polonia spacciandolo per prodotto lubrificante. In manette 10 persone

Sgominata una banda criminale che trasportava dalla Polonia carburante senza pagare le accise dello Stato. L'operazione "Gasoline", coordinata dalla Procura di Trento, ha portato a 10 arresti tra Polonia e Italia. Coinvolte le province di Roma, Latina e Salerno. Sequestrato un tesoro, tra motociclette, rolex, ville, anelli e 83mila litri di combustibile

 

Di Davide Leveghi - 17 ottobre 2019 - 12:05

TRENTO. Si è conclusa con 10 arresti e numerosi sequestri l'operazione “Gasoline”, con cui la polizia di Stato ha sgominato una banda dedita al traffico di carburanti. Con l'ausilio dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e la collaborazione della guardia di finanza, la Procura della Repubblica di Trento ha emesso appunto 10 misure cautelari, di cui 6 in regime di detenzione in carcere e le restanti 4 di arresti domiciliari.

 

L'operazione si è conclusa all'alba di martedì 15 ottobre quando la polizia e la guardia di finanza hanno eseguito gli arresti a carico di 7 soggetti italiani residenti nelle province di Roma, Latina e Salerno e 3 stranieri, 2 di nazionalità polacca ed uno di nazionalità rumena con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'evasione delle accise sui carburanti impiegati per alimentare veicoli industriali.

 

Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre sequestrati 2 motocicli, 5 autocarri, 3 semirimorchi, 7 autovetture, 1 camper, 55mila euro in contanti, 18 rolex, 83mila litri di carburante, 2 depositi petroliferi di cui uno abusivo, 1 villa, anch'essa abusiva, 8 anelli d'oro con pietre preziose e 2 braccialetti sempre in oro. Un vero e proprio tesoro, provente presumibilmente degli illeciti traffici. Su disposizione della Procura, la guardia di finanza trentina ha inoltre sequestrato anche i conti correnti degli indagati, mentre l'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha effettuato il sequestro di quelli intestati alle società indagate.

 

Le indagini sarebbero scaturite da un controllo attuato in una area di servizio da parte di una pattuglia della stradale su un semirimorchio polacco che trasportava cisterne vuote. Le successive ricerche hanno portato la squadra mobile della questura del capoluogo trentino e il compartimento stradale Trentino-Alto Adige, coordinate dal servizio centrale operativo, dal servizio polizia stradale e dal reparto antifrode dell'ufficio dogane di Trento, in collaborazione con il nucleo polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Trento e le squadre mobili di Roma, Latina e Salerno, a disvelare l'esistenza di un complesso sistema fraudolento con cui il carburante diesel veniva trasportato in Italia dalla Polonia eludendo il pagamento delle accise e utilizzando documentazione falsa.

 

Sui documenti utilizzi per passare i controlli, si attestava infatti che il trasporto non aveva a che fare con carburante per autotrazione ma bensì prodotto lubrificante con destinazione Malta, e per questo non sottoposto al pagamento dell'imposta di consumo dello Stato italiano. È stato stimato nel corso delle indagini, durate circa 8 mesi da settembre 2018 a maggio 2019, che il mancato guadagno per l'erario sia stimabile in circa 1 milione di euro.

 

All'acquisto di carburante nell'est Europa seguiva come detto un trasporto verso la penisola che eludeva i controlli frontalieri spacciando il combustibile per prodotti non sottoposti ad accise. Una volta giunto in Italia, però, il carburante veniva trasportato in un deposito temporaneo a Latina di proprietà di una società riconducibile ad uno degli indagati. Il combustibile veniva poi veicolato verso la destinazione finale, ovvero un altro deposito nel capoluogo pontino da cui veniva infine commercializzato.

 

Al vertice dell'organizzazione è stato identificato proprio l'amministratore della società A.P. Srl, specializzata nella vendita e distribuzione di carburanti. L'uomo, residente a Latina ma originario della provincia di Catanzaro,aveva organizzato una vera e propria filiera del contrabbando di carburanti. Con lui è stato arrestato un altro calabrese, ma di Vibo Valentia, incaricato di custodire nel deposito il carburante in attesa di essere commercializzato.

 

L'organizzazione possedeva inoltre delle propaggini all'estero, come dimostrato dalle indagini, precisamente in Polonia, dove si avvaleva di due intermediari del luogo per l'acquisto ed il trasporto. Anche a carico di questi, un 35enne e un 31enne residenti nel Paese, sono stati accolti gravi giudizi di colpevolezza per contrabbando di carburanti. È stata inoltrata nei loro confronti un'apposita richiesta di mandato d'arresto europeo.

 

Un altro cittadino straniero, rumeno dimorante a Pomezia, è stato arrestato in quanto figura deputata a raccogliere gli ordini della A.P. Srl per la fornitura del prodotto e a contattare i trasportatori per verificarne la disponibilità, i tempi e le modalità di arrivo del prodotto energetico nella penisola. L'organizzazione criminale s'avvaleva infine di un uomo originario della provincia di Salerno, incaricato di provvedere e coordinare l'attività di trasporto tra i due depositi e di redigere i documenti, e di altri quattro soggetti raggiunti dal provvedimento di detenzione in regime di arresti domiciliari a cui era stato affidato il compito di fornire agli autisti degli autocarri l'idonea documentazione per il trasporto e di scortarlo.

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