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Sgominata dalla guardia di finanza trentina una banda che trafficava prodotti petroliferi a livello internazionale. Denunciati in 49 per un giro da 2 milioni di euro

Un'operazione durata 4 anni che ha portato alla denuncia di 49 persone per contrabbando. Il sodalizio falsificava documentazioni e arrivava dall'est Europa attraverso il Brennero, Tarvisio e Treviso. La banda ha cambiato anche modo di agire per cercare di sfuggire ai controlli e alle indagini. Gasolio e mezzi confiscati assegnati ai vigili del fuoco

Pubblicato il - 19 February 2020 - 20:55

TRENTO. Sono 49 le persone denunciate dopo quattro anni di indagini tra il territorio nazionale e quello estero. La guardia di finanzia è riuscita a disarticolare un sodalizio criminale che ha importato in modo illecito dall'est Europa oltre due milioni di litri di prodotti petroliferi di scarsa qualità destinato al mercato clandestino in Italia per un giro da quasi 2 milioni di euro.

 

Questo il risultato dell'operazione "Turpis Oleum" svolta tra il 2015 e il 2019, un'indagine coordinata dal procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Bolzano, Axel Bisignano, attraverso le quali gli investigatori della guardia di finanza di Trento in forza al Nucelo di polizia economico-finanziaria ha bloccato la banda dedica a piazzare i "designer fuels”, cioè di vere e proprie miscele idrocarburiche di gasolio e di oli di diversa natura appositamente realizzate per essere classificate come oli lubrificanti o solventi/diluenti così da essere escluse dall’imponibilità ai fini delle accise, ma che mantengono caratteristiche analoghe a quelle del gasolio e, quindi, possono essere illecitamente introdotte nel territorio nazionale per essere impiegate in autotrazione in evasione di imposta.


Le indagini delle fiamme gialle trentine si sono concentrate su un gruppo composto da italiani, polacchi, cechi, slovenialbanesi, operante su scala europea, che, nonostante le confische subite, ha nel tempo proseguito nell’attività criminosa. Un sodalizio che nel tempo è riuscito spesso a modificare il proprio modus operandi per eludere i controlli.

 

Nel corso dell’articolata attività investigativa sono stati eseguirti numerosi "Ordine d’indagine europeo" con l’interessamento di Europol e di Eurojust per eseguire mirate operazioni in Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Grecia e Malta.

 

Carichi di oli di diversa natura arrivavano in Italia da Polonia e Repubblica Ceca, attraverso i valichi del Brennero, di Tarvisio e Trieste, per essere destinati al mercato clandestino nazionale, con particolare riferimento a quello di Campania, Puglia, Lazio, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.

 

Questi oli, presentando le caratteristiche chimiche di oli lubrificanti o solventi/diluenti, venivano merceologicamente qualificati come tali. Una volta giunti sul territorio nazionale, venivano miscelati con modeste quantità di gasolio per alterare la composizione molecolare, generando quindi un prodotto che, seppur atto alla trazione, era di infima qualità e scarsamente performante, oltre che dannoso per la meccanica dei mezzi di nuova generazione.


Le miscele di idrocarburi proseguivano, quindi, i viaggi scortati da falsa documentazione commerciale che ne attestava fittizie destinazioni estere quali Malta, Cipro o la Grecia, ma in realtà venivano immessi in consumo, in totale evasione d'imposta, nel territorio nazionale.

 

Una volta che il carico giungeva a destinazione, la documentazione scortante la merce veniva distrutta, al fine di non rendere tracciabile l'origine del prodotto. Al fine di eludere una completa e chiara ricostruzione economico-contabile delle operazioni, i pagamenti dei carichi venivano eseguiti spesso in contanti, a volte tramite bonifici attraverso società compiacenti, giustificati da operazioni contabili inesistenti.

 

A seguito di alcune confische subite, la compagine criminale ha iniziato a modificare le destinazioni cartolari dei trasporti, indicando, talvolta, come destinatari finali ditte ignare estranee ai fatti e società inesistenti.

 

I finanzieri trentini hanno denunciato all'Autorità giudiziaria a vario titolo 49 persone per associazione a delinquere transnazionale finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi, sottoposto a confisca 160 tonnellate di miscele idrocarburiche di gasolio e di oli di diversa natura, 11 automezzi (3 autocisterne e 8 camion con rimorchio) utilizzati per il trasporto dei prodotti, oltre che di accertare il consumo in frode di ulteriori 2.000 tonnellate di analoghi prodotti, per un ammontare di imposte evase pari a quasi 2 milioni di euro.

 

I prodotti petroliferi sottoposti a confisca sono stati interamente assegnati al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, unitamente ad alcuni automezzi, per essere utilizzati a fini istituzionali.


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