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Tratta di migranti dai paesi asiatici, costretti a viaggiare stipati tra la merce nei camion in A22. Pagavano fino a 7 mila euro per arrivare in Italia

Nove persone sono finite in manette. Individuata una organizzazione criminale radicata in tutto il nord Italia che gestiva un crocevia di un traffico di clandestini provenienti dall’Asia. Venivano fatti entrare in Italia nascosti tra le merci su camion che transitavano da Trento e Gorizia

Pubblicato il - 28 dicembre 2019 - 13:11

TRENTO. Venivano fatti arrivare in Italia nascosti tra le merci, tra infissi metallici destinati a diverse aziende italiane dentro camion telonati per cercare di eludere i controlli in A22 ai valichi del Brennero ma anche a quello di Gorizia.

 

Clandestini, vittime della disperazione e sfruttati. Costretti a pagare anche 7 mila euro a viaggio ad una organizzazione criminale radicata in tutto il nord Italia.

 

Sono nove gli arresti per immigrazione clandestina che sono stati fatti al termine di una ampia operazione della Polizia di Stato coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze. L'operazione era iniziata il 14 dicembre e gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’intera rete operativa e le modalità utilizzate e che ha coinvolto diverse regioni italiane.

Le persone arrestate nel Nord Italia sono: sei cingalesi e tre rumeni responsabili del traffico di clandestini originari dei paesi asiatici (Sri Lanka e Bangladesh) sulla rotta Romania–Ungheria–Italia.

 

Secondo quanto scoperto dalle indagini il primo contatto avveniva con le famiglie degli stranieri, oppure con chi voleva essere trasportato in prima persona. Questi ultimi si recavano in Romania, da dove partivano poi rinchiusi all'interno dei camion anche per dodici ore di seguito in condizioni estreme.

 

Arrivati in Italia, però, coloro che non erano in grado di pagare l’intero corrispettivo del viaggio (dalla Romania in Italia pari a 3 500 euro, dallo Sri Lanka in Italia, attraverso la Romania, pari a 6/7 mila euro), veniva sequestrati in un casolare, in provincia di Monza Brianza, e riconsegnati ai parenti quando il pagamento giungeva sui conti del sodalizio criminale.

Uno dei vertici dell'organizzazione si trovava a Lucca, l'uomo aveva il compito di tenere i contatti e organizzare accoglienza e spostamento dei cingalesi in Romania. Il sodalizio aveva ramificazioni che si espandevano a tutto il nord Italia, con particolare riferimento a Milano.

 

Nel corso dei viaggi intrapresi da luglio a ottobre sono stati trasportati 60 clandestini, stando a quanto finora ricostruito dagli investigatori.

 

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