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Trentino, aspettativa di vita in buona salute a 67,3 anni. Dati al top rispetto ad altre Regioni

La sanità italiana si dimostra in un buon stato di salute, almeno per quanto riguarda innovazione e equilibri finanziari. L'invecchiamento della popolazione, però, renderà più pesante il costo per le casse dello Stato. Buona la situazione del Trentino, dove la speranza di vita in buona salute, attorno ai 67 anni, supera di molto la media nazionale

Di Davide Leveghi - 17 settembre 2019 - 19:24

TRENTO. Il Trentino mostra un'aspettativa di vita in buona salute, a fronte in Italia di una speranza di vita alla nascita di 80,2 anni, una delle più alte al mondo, di 67,3 anni, superiore di gran lunga alla media nazionale, attestata attorno ai 58,8 anni e a quella del nord Italia, 60,5 anni.

 

Questo il quadro che esce dal rapporto, complessivamente positivo anche a livello nazionale, che vede un consolidamento dell'equilibrio economico-finanziario e l'esaurimento della recente stagione di revisione degli assetti istituzionali regionali.

 

Alla presenza dell'assessora alla salute Stefania Segnana, del direttore del Dipartimento salute della Pat Giancarlo Ruscitti, dei dottori Claudio Dario – direttore sanitario dell'Azienda sanitaria – e Thomas Josef Lanthaler, e dei manager delle aziende sanitarie di Trento e Bolzano Paolo Bordon e Florian Zerzer, sono stati presentati oggi i principali risultati del Rapporto Oasi 2018 – Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario italiano del Cergas Bocconi, Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale.

 

Presentato dall'assessora Segnana come un importante strumento di approfondimento sul sistema sanitario, il rapporto, curato da Francesco Longo e Alberto Ricci, vede il Sistema sanitario nazionale raggiungere un equilibrio finanziario mantenendo al tempo stesso buoni risultati in termini di salute della popolazione, nonostante la presenza di alcuni disequilibri regionali. Ciononostante, rispetto al Pil, la spesa per la sanità in Italia rimane contenuta – 8.9% - a fronte di un invecchiamento progressivo della popolazione.

 

“Il Trentino è una realtà virtuosa e impegnata nel garantire servizi sanitari d’eccellenza – ha commentato l'assessora - ma non per questo può dirsi esente dall’attivare politiche mirate e aderenti alle specificità territoriali, riservando un’attenzione particolare al consolidamento del rapporto ospedale-territorio e rete assistenziale territoriale”. Parole condivise e ribadite dal presidente Ruscitti, che ha dichiarato: “L'autonomia ci consente di avere modelli organizzativi flessibili e quindi abbiamo potuto avviare un percorso di efficientamento dell'Azienda sanitaria già nel corso della primavera”, facendo notare come un sistema sanitario efficiente non possa prescindere da un'analisi delle differenze morfologiche del territorio.

 

Complessivamente nelle dinamiche di riordino dei servizi sanitari regionali, il Trentino registra come nel 2017 una fase di stallo, con 120 aziende territoriali, Asl e Asst, su una popolazione media servita di 500mila persone. Le aziende ospedaliere sono 43, in evidente calo rispetto alle 75 del 2015.

 

Tutte le tipologie di assistenza ospedaliera, come i ricoveri ordinari e i “day hospital”, registrano un trend in riduzione, mentre aumentano di circa 8.000 unità i ricoveri. L'invecchiamento della popolazione, come evidenziato dal rapporto, non potrà che incidere su questi numeri, e di conseguenza sui costi del sistema sanitario nazionale.

 

Nonostante le criticità, la sanità italiana e le sue aziende si dimostrano però essere un settore dinamico ed aperto all'innovazione, non solo in ambito clinico, ma anche sul versante manageriale. Particolarmente apprezzati, su questo fronte appaiono essere i Ssr e i modelli regionali di Population Health Management.

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