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Truffa PostePay, 9 soggetti fermati dalla squadra mobile di Trento. Una vittima è stata raggirata 7 volte

Gli autori, tutti residenti nel Veneto e nel Lazio, hanno sfruttato le vendite su internet per indurre in errore le vittime che cercavano sui siti acquisti a buon prezzo

Pubblicato il - 09 luglio 2019 - 18:31

TRENTO. Sono 9 le persone finite nei guai dopo essere state individuate dalla Squadra Mobile di Trento per truffe online. Gli autori, tutti residenti nel Veneto e nel Lazio, hanno sfruttato le vendite su internet per indurre in errore le vittime che cercavano sui siti acquisti a buon prezzo.

 

Le modalità sono quasi sempre le stesse. Nella maggior parte dei casi la vittima, dopo che ha posto in vendita un oggetto su un sito, viene contattata dal truffatore, il quale si mostra interessato all’acquisto e propone alla stessa di effettuare il pagamento tramite ricarica della postapay in quanto, secondo il truffatore, sarebbe il miglior metodo di pagamento immediato.

 

La vittima, si reca in uno sportello Postamat ed esegue le operazioni sulla base delle indicazioni telefoniche del truffatore. La vittima digita i codici che gli vengono dettati (altro non sono che il numero seriale della Carta Postapay del truffatore) poi, distratta dalle domande che il truffatore gli pone riguardo al bene venduto, non realizza che in quel momento sta caricando la Postapay dell’autore dell’inganno.

 

Generalmente l’operazione viene ripetuta una seconda volta. Il truffatore, infatti, carpita la fiducia della vittima, la convince a ripetere l’operazione di pagamento perché la prima non era andata a buon fine. Ne consegue, ovviamente, una nuova ricarica ed un nuovo versamento a favore del truffatore.

 

Vi sono stati casi in cui il malfattore è riuscito a convincere la vittima ad effettuare 7 volte l’operazione. Questo tipo di truffa, causa generalmente danni economici per un valore tra i 1500 e i 4000 euro.

 

Le truffe, ha commentato il capo della Squadra Mobile di Trento Salvatore Ascione, per essere realizzate hanno bisogno della collaborazione volontaria, anche se estorta con l’inganno, della vittima la quale dispone degli elementi, in questo caso dei codici bancari, indispensabili per il truffatore per realizzare l’inganno. Spesso abbiamo registrato che questo tipo di reato colpisce non solo persone che hanno conoscenze limitate del mondo online ma, anche persone avvezze a scambi ed acquisti sui siti che, però, tralasciano la proverbiale attenzione del “buon padre di famiglia” incorrendo nei trabocchetti dei truffatori.

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