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| 25 lug 2019 | 10:26

Un escursionista incontra M49-Papillon che lo guarda e si allontana, orme trovate sopra Caldonazzo

L'orso più ricercato d'Italia continua a far parlare di sé e dopo le prime due immagini catturate dalle fototrappole ecco il primo incontro con una persona, sul Chegùl e le prime impronte rinvenute

Un escursionista incontra M49-Papillon che lo guarda e si allontana, orme trovate sopra Caldonazzo
di Redazione

TRENTO. E' stato avvistato sul Chegùl da una persona e poi delle orme sono state identificate tra Pergine e Bosentino, poco sopra il lago di Caldonazzo. Resta la Marzola, a quanto pare, la zona di movimento dell'orso più ricercato d'Italia, M49-Papillon. Dopo le prime immagini catturate da delle fototrappole (sulla montagna a est della città ce ne sono molte tra i boschi per monitorare la presenza dei cinghiali) ecco il primo incontro con un escursionista. 

 

Nella mattinata di ieri, verso le 10.30, infatti, un uomo ha intravisto il plantigrado - vi è quasi la certezza che si trattasse di M49 perché nella sinistra Adige, come detto più volte, gli orsi non erano praticamente mai arrivati prima che questo esemplare scappasse alla Provincia che lo aveva catturato - a circa 30-40 metri di distanza da lui, poco prima di raggiungere la località Chegùl salendo dal passo del Cimirlo. Alla vista della persona, che correttamente si è fermata ed ha cominciato a retrocedere, il plantigrado ha continuato per la sua strada come se nulla fosse.

 
Ancora, nella serata di ieri orme di orso sono state rilevate dal personale forestale sotto la località San Caterina, sul confine tra i comuni di Pergine e di Bosentino, poco sopra il lago di Caldonazzo. Non è stato possibile stabilire con certezza a quando risalissero. Le orme del plantigrado sono state rilevate dal proprietario di un campo di mirtilli sopra il telo che copre parte del campo stesso. Non si sono registrati invece danni provocati dall’animale.

Proseguono nel frattempo le attività di monitoraggio e presidio del territorio da parte del personale del corpo forestale. Le squadre impiegate si alternano nel corso della giornata rilevando eventuali indizi della presenza dell’orso, raccogliendo testimonianze e rapportandosi alla popolazione delle comunità interessate.

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