Contenuto sponsorizzato

Adriana Frisanco e Luca Nerobutto, i primi infermieri di famiglia a prendere servizio negli ambulatori trentini

Il progetto pilota è stato avviato per sostenere le persone fragili che devono convivere con patologie croniche e che si trovano in zone periferiche e lontane dai servizi. La Pat: “L’obiettivo primario è quello di facilitare l’accesso ai servizi sociosanitari per promuovere sani stili di vita e azioni di prevenzione”

Di T.G. - 06 settembre 2020 - 13:02

TRENTO. Ha ufficialmente preso il via il progetto pilota per portare sul territorio i cosiddetti infermieri di famiglia, figure specializzate nell’assistenza alle persone che devono convivere con patologie croniche. Adriana Frisanco e Luca Nerobutto sono i primi professionisti ai quali è stata affidata questa sfida: si sono insediati rispettivamente negli spazi dello stadio del ghiaccio di Baselga di Piné (in attesa del completamento dei lavori del nuovo “polo” sanitario comunale) e nella sede degli ambulatori di Pieve Tesino, accanto alla farmacia (QUI articolo).

 

Le figure degli infermieri di famiglia, istituite a livello nazionale dal decreto Rilancio, rappresentano una novità assoluta per il Trentino infatti, non ricevono direttamente la visita o la chiamata dei pazienti, perché sono proprio gli operatori sanitari a mettersi in contatto con chi ha bisogno di un sostegno aggiuntivo dopo le dimissioni dall’ospedale. Così gli infermieri possono seguire passo passo la gestione della terapia, in particolare per chi è afflitto da patologie croniche. Ovviamente ogni intervento avviene in accordo con il medico di medicina generale, con gli specialisti di riferimento e con il consenso del paziente stesso.

 

Per l’istituzione del servizio, che si aggiunge ed integra la presenza degli infermieri a domicilio, l’amministrazione provinciale è voluta intervenire in primis nelle comunità delle valli con maggiori difficoltà di accesso ai servizi. In questa prima fase l’infermiere di comunità sarà presente in ambulatorio nelle giornate di sabato, dalle 9 a mezzogiorno, ma a partire dal mese di ottobre questa figura sarà operativa tutti i giorni negli ambiti di riferimento.

 

Dopo i territori del Tesino e dell’Altopiano di Piné, il servizio sarà attivato gradualmente nelle altre comunità del Trentino. “L’obiettivo primario è quello di facilitare l’accesso ai servizi sociosanitari – sottolinea la Pat in un comunicato – per promuovere sani stili di vita e azioni di prevenzione”. Quando l’emergenza sanitaria sarà definitivamente superata, i pazienti saranno invitati direttamente negli ambulatori di prossimità, luoghi naturali di vita delle persone, per monitorare il proprio stato di salute e ricevere consigli educativi. Il contatto con i pazienti avviene ora principalmente al telefono, ma in alcuni casi l’utente potrebbe comunque essere invitato a recarsi in ambulatorio, fissando un appuntamento.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
17 aprile - 20:14
Trovati 88 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Sono state registrate 159 guarigioni. Sono 1.413 i casi attivi sul territorio provinciale
Cronaca
17 aprile - 20:51
L'allerta è scattata a Piazzo di Villa Lagarina. In azione ambulanze, vigili del fuoco di zona e carabinieri. I giovani trasferiti in ospedale per [...]
Montagna
17 aprile - 20:17
Il tema è quello della realizzazione di una strada/sentiero anche per i disabili in Val di Mello in provincia di Sondrio ma vale per qualsiasi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato