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Ai Tre Garofani spegne i fornelli. La storica trattoria di via Mazzini chiudi i battenti e Trento perde un caposaldo gastronomico della tradizione

Al suo posto arriverà Nunu’s, meno tradizione culinaria e più ‘easy food’, ma Covid e norme governative hanno rimandato l'apertura a Natale

Di Nereo Pederzolli - 06 novembre 2020 - 18:28

TRENTO. Chiuso, ma non relegato nel dimenticatoio. Fornelli spenti causa scelte di vita familiare, una certa stanchezza nell’impegno professionale, qualche acciacco di salute e l’intenzione di dedicarsi prevalentemente a figli e nipotini. La storica osteria-locanda-ristorante ‘ai Tre Garofani’ ha chiuso i battenti il 26 settembre scorso. Niko Marzari e sua moglie Giovanna Linardi smettono in una struttura deputata al cibo da quasi 800 anni. La più datata della città.

 

Doveva riaprire in questi giorni una nuova gestione, a cura di Nunu’s, meno tradizione culinaria e più ‘easy food’, ma Covid e norme governative hanno rimandato il tutto per Natale. Trento perde un caposaldo gastronomico della tradizione.

 

"Abbiamo seriamente valutato ogni aspetto, decidendo per la chiusura già nell’autunno 2019. Indipendentemente dal turbinìo provocato dalla pandemia. Io e Giovanna – ribadisce Niko, raggiunto al telefono mentre passeggia per i boschi di Cimone, sopra Aldeno, dove ‘da sempre’ la sua famiglia vive – volevamo dedicarci ai nostri affetti, recuperare forza fisica, qualche problema di salute, ma soprattutto essere più liberi. In tutto".

 

I Tre Garofani comunque non si appassiranno. La riapertura forse non sarà all’insegna della rigida consuetudine alimentare trentina, ma certo non verrà dimenticata la storicità della locanda. Come abbiamo scritto su il Dolomiti (Qui l'articolo) lo scorso anno l’Antica Trattoria ai Tre Garofani ha il merito di aver sfamato schiere eterogenee d’avventori fin dal lontano 1275. Citata ancora nel ‘400 per la sicurezza dei suoi alloggi, pure per gli spazi dedicati al ricovero dei cavalli, quando carrozze e stallieri sostavano in città, nei viaggi tra nord e sud delle Alpi. Masnade di viandanti, a quei tempi, ma anche congreghe di cospiratori, borghesi e prelati. Per i piaceri della gola. Senza soste temporali, nella successione secolare.

 

Pure i più fervidi socialisti del primo Novecento, quel Benito Mussolini che entrava in trattoria perché sull’insegna i garofani erano dipinti di rosso. Cibo che ha scandito l’evoluzione del gusto della città. Con i fratelli Linardi ai tavoli per quasi 60 anni, fino al 2000, quando hanno lasciato spazio alla giovane Giovanna Linardi, coadiuvata dal marito Niko Marzari. Lei in cucina, da autodidatta, decisa a non disperdere i valori (i saperi) culinari della sua famiglia, impostando con grazia e caparbietà nuovi percorsi gastronomici.

 

Poi la scelta di lasciare ad altri il proseguo di un mestiere che poco o nulla concede al relax familiare. "Noi siamo orgogliosamente custodi di tante vicissitudini legate alla trattoria. Cercheremo di non disperderle, magari aprendo – nei piani alti dell’edificio a pochi passi da Piazza Fiera – una struttura b&b, tre stanze dove la storicità trentina tornerà viva. Ma per ora – ribadisce Niko – pensiamo solo a goderci i nipotini nella tranquillità che si assapora vivendo sulle pendici del Monte Bondone.

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