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Anche in Trentino i furbetti delle seconde case, il sindaco: “Abbiamo il sentore che ci siano stati degli arrivi, rafforzeremo i controlli”

Solamente nel territorio di Madonna di Campiglio le seconde case sono migliaia, il sindaco: “Alcuni residenti ci hanno segnalato dei movimenti sospetti, non dobbiamo di certo scatenare una caccia all’uomo ma non è ammissibile che si eludano le direttive in un momento così delicato”

Madonna di Campiglio foto di Luca Capuccini - Wikipedia
Di Tiziano Grottolo - 13 marzo 2020 - 18:54

TRE VILLE-MADONNA DI CAMPIGLIO. “Il sentore è che in questi giorni ci siano stati degli arrivi, stiamo approfondendo la questione con gli organi preposti al controllo del territorio” così il sindaco di Tre Ville-Madonna di Campiglio, Matteo Leonardi.

 

Il fenomeno purtroppo esiste (QUI articolo), anche in questi giorni e nonostante i divieti, alcuni proprietari di seconde case stanno eludendo i controlli per venire a soggiornare nelle zone di montagna. Già i sindaci dell’area delle Dolomiti Bellunesi da Cortina d’Ampezzo a Sappada si sono visti costretti a fare appello a buon senso e responsabilità, oltre che attivare le forze dell’ordine per controlli più stringenti, nel tentativo di fermare gli ultimi irriducibili che non si rassegnano a passare la quarantena nei rispettivi comuni di residenza.   

 

“Si raccomanda ai proprietari di seconde case di rispettare la disciplina dettata dai decreti in vigore, rimanendo nel proprio comune di residenza – si legge in un comunicato diramato dall’amministrazione di Tre Ville-Madonna di Campiglio – chi dimora sul territorio comunale da prima dell'emissione dei decreti può restare ma è importante che rimanga a casa al pari di un residente”. Secondo quanto riferito dal sindaco, su segnalazione di alcuni residenti, è stato notato un sospetto via vai di persone che hanno occupato le abitazioni stagionali a Madonna di Campiglio così come nelle frazioni di Montagne, Preore e Ragoli.

 

“Tra i tanti dubbi che lascia questo nuovo virus vi è una certezza, ovvero che l'ambiente montano non è immune e venendo qui non si scappa dal contagio – prosegue Leonardi – non è ammissibile che si eludano le direttive in un momento così delicato. Egoisticamente, qualcuno può pensare che poche unità non vadano a modificare equilibri ma se questo comportamento viene ripetuto su scala diventa insostenibile”. Nel territorio di Tre Ville-Madonna di Campiglio ad esempio ci sono interi condomini composti da seconde case, per un totale di migliaia di unità abitative: “Il sistema sanitario trentino è in grado di sostenere determinati numeri nei reparti di terapia intensiva, evidentemente calibrati alla consistenza della popolazione residente” ricorda il primo cittadino. Numeri che però possono essere messi in crisi dall’afflusso imprevisto di persone.

 

Il mio vuole essere un richiamo al buon senso ed al diritto di ognuno a trovare le giuste cure qualora ne avesse la necessità – dice Leonardi – diritto che non può essere messo in discussione da atteggiamenti egoistici, rimanere a casa propria non è una scelta ma un dovere”. Ovviamente l’obiettivo non è quello di scatenare una caccia al forestiero “non dobbiamo vivere nel sospetto – sottolinea Leonardi – ma non bisogna nemmeno farsi beffe dei decreti, per tutelare la popolazione abbiamo deciso di rafforzare i controlli e procedere con le verifiche del caso”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo, altro territorio a forte vocazione turistica e dove sono presenti molte seconde case: “Ho notato, in questi primi giorni di applicazione del decreto che ci obbliga a rimanere in casa, una sostanziale osservanza al precetto. Esorto comunque a non frequentare i parchi pubblici, perché si creano, anche se involontariamente, gruppi di bambini che giocano tra di loro e di genitori e nonni che conversano. Al di fuori dei casi specificamente previsti dal decreto, comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e spostamenti per motivi di salute, dobbiamo rimanere in casa”. 

 

Il primo cittadino ha poi dedicato un pensiero alle persone colpite dal coronavirus, fra queste ci sono pure due cittadini di Pinzolo: “Anche se dobbiamo sperare che non si verifichino altri casi di positività al virus nella nostra Comunità, non è escluso che nei prossimi giorni altri compaesani risultino contagiati.  Siamo all’inizio di un periodo nel quale i contagi aumenteranno. Dobbiamo esserne consapevoli. Invito tutti a mantenere i nervi saldi e ad attenersi alle norme comportamentali stabilite dalle autorità perché questa è l’unica possibilità che ci viene offerta per ridurre i rischi di contagio e sconfiggere il virus”. Infine, l’amministrazione ha attivato il numero telefonico 339 2115912, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, al quale potersi rivolgere per qualsiasi problematica inerente all’epidemia in corso.

 

L’invito quindi è quello di rimanere nei propri comuni di residenza evitando di spostarsi sul territorio anche se proprietari di seconde case, a tal proposito è doveroso ricordare che per chi dovesse infrangere l’articolo 650 del codice penale, ovvero “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” che punisce chiunque non si attenga a un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene, la pena prevede l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

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