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Belluno
29 aprile | 19:15

Stagione invernale, oltre 8 mila uscite dei mezzi di soccorso: più interventi sulle piste che incidenti stradali. “Fondamentale aver introdotto l’obbligo del casco”

Si conclude la stagione invernale e, come di consueto, l’Ulss 1 Dolomiti fa il punto sugli interventi effettuati al di là del lavoro olimpico. Dai nuovi servizi per i cittadini ai progetti dell’automedica di Alleghe e dell’infermiere in pista ad Arabba: ecco i dati

Stagione invernale, oltre 8 mila uscite dei mezzi di soccorso: più interventi sulle piste che incidenti stradali

BELLUNO. Una stagione speciale per la presenza del tema olimpico, ma non c’è stato solo questo come invece le polemiche volevano alimentare”. Il punto sull’attività invernale dell’Ulss 1 Dolomiti parte inevitabilmente con questa puntualizzazione da parte del commissario Giuseppe Dal Ben: i dati forniti, infatti, vogliono evidenziare come il lavoro sanitario abbia continuato a registrare numeri simili, se non maggiori, dello scorso anno nell’attività ordinaria.

 

Si parte dall’implementazione dei servizi per i cittadini. “In questa stagione - prosegue Dal Ben - abbiamo inserito nei pronto soccorso un medico e un infermiere in più a turno, oltre a estendere l’attività del secondo elicottero, ormai diventato stabile”. Falco 2 ha infatti lavorato tra il 5 dicembre e il 18 marzo (lo scorso anno era 20 dicembre-20 gennaio), ma oltre all’elisoccorso sono state potenziate le ambulanze, con 8 mezzi in più tra Cortina, Auronzo, Alleghe, Falcade e Arabba/Livinallongo.

 

Vediamo allora alcuni dati per il periodo 1 dicembre-15 aprile. In totale, le chiamate al Suem sono state 18.848, che si sono tradotte in 8.303 uscite di mezzi - in aumento del +7% rispetto allo scorso anno. Di tali uscite, 376 sono state con elicottero - delle quali, a loro volta, 170 sulle piste. “Per le chiamate e le missioni Suem - specifica Cristina Barbarino, primario Suem - i giorni di punta sono stati il 26-27 dicembre e il 4 gennaio, tuttavia in molte giornate ci siamo tenuti sopra la media (109 chiamate), quindi i picchi sono stati numerosi. In tutto ciò abbiamo soccorso 8.592 persone”. Di questi pazienti, oltre 8 su 10 sono veneti (73% bellunesi e 8% dalla regione), mentre nel 10% di stranieri le nazionalità più diffuse sono Germania, Francia, Regno Unito, Usa e Polonia.

 

Sempre tra le persone soccorse, prevalgono gli over 80 (34,3%) perlopiù per patologie mediche (quindi ad esempio cause di tipo cardiocircolatorio, respiratorio o neurologico) mentre per i giovani si tratta soprattutto di traumi - che, da soli, hanno riguardato il 34% delle missioni.

 

Ma dove avvengono queste ultime? Se continua a prevalere il domicilio (4.185 casi, pari alla metà), crescono - lentamente ma in maniera continuativa - gli interventi in pista (1.193, 14%) che superano gli incidenti stradali (606, 7%). “Tale crescita è ciò che ci spinge a implementare i servizi, tuttavia siamo contenti - specifica Barbarino - dell’introduzione dell’obbligo del casco, perché abbiamo notato che i traumi cranici sono più lievi”. Quanto ai territori, a farla da padrone è il comprensorio Arabba/Marmolada (519 interventi), seguito da Cortina/San Vito (282) e Civetta (228). “Teniamo presente - aggiunge - che gli interventi in pista non riguardano solo patologie critiche, ma anche situazioni che richiedono un’evacuazione più rapida o la gestione dell’analgesia, la riduzione del dolore. Se la frattura a una gamba può non essere un’emergenza di per sé, infatti, il paziente è comunque sofferente e il soccorso in pista non può somministrare una terapia, per la quale serve il medico, che arriva in elicottero”.

 

Ci sono stati poi i due progetti speciali. Com’è andata l’introduzione dell’automedica ad Alleghe e dell’infermiere in pista ad Arabba? Ad Alleghe, il progetto, nato con il Coordinamento agordino e Dolomiti Emergency (qui), ha registrato 96 interventi, con prevalenza di Rocca Pietore (46) e Arabba (21). Per due weekend, inoltre, l’automedica è stata spostata in Val Zoldana per sperimentare dove sia più efficace la sua presenza: qui sono stati fatti 3 interventi, per cui rimane l’Agordino l’area da attenzionare.

 

Dall'altro lato, l’infermiere in pista finanziato da Dolomiti Emergency (qui). “Come centrale operativa - specifica Barbarino - abbiamo coordinato l'attivazione della risorsa e la connessione con i mezzi di soccorso. Si tratta di un progetto che aggiunge professionalità al soccorso sulle piste e la sua importanza risiede soprattutto nell’innalzamento dei criteri sanitari di valutazione del paziente, perché il professionista proviene dall’ambito dell’emergenza-urgenza e ha competenze più specifiche. Inoltre, su indicazione del medico della centrale operativa può somministrare la terapia analgesica e offrire quindi al paziente sollievo immediato”. Qui gli interventi sono stati 33 e si valuterà il suo mantenimento nella prossima stagione.

 

Infine, gli accessi al pronto soccorso, in crescita del +2% rispetto allo scorso anno. In totale siamo a 38.766, con una media giornaliera di 285. Otto, però, sono state le giornate con oltre 350 accessi, in particolare il 29 dicembre (399) e il 2 gennaio (403).

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