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''Black Lives Matter, un movimento di 'liberazione''', il presidente dell'Anpi Cossali ricorda Manci e guarda al presente

Durante la cerimonia che ha ricordato la morte di Giannantonio Manci, eroe della resistenza, il presidente Cossali ha ricordato quanta strada ci sia ancora da fare contro i fascismi odierni, sempre nati dal razzismo

Di Rebecca Franzin - 06 luglio 2020 - 20:11

TRENTO. Nell’anniversario della morte di Giannantonio Manci si è tenuta, nella Galleria dei Partigiani DI Trento, una commemorazione in memoria del martire della Resistenza trentina promossa dall’Anpi del Trentino, in presenza dei familiari e delle autorità. 

 

Patriota, antifascista, socialista, autonomista: queste le parole che meglio definiscono Giannantonio Manci, anche se non sono esaustive” così il Presidente dell’Anpi del Trentino Mario Cossali è intervenuto durante la commemorazione. “Ricordare Manci - ha aggiunto - significa non solo resistere ma assumere la sua vita come esempio”. Manci fu un fiero oppositore al fascismo e nel '43 (dopo l'armistizio) fu tra i primi a guidare il Comitato di Liberazione di Trento (con Ottolini, Pincheri, Beppino Disertori, Bacchi ed De Unterrichter) finendo per essere nominato capo della Resistenza Trentina come presidente del Cln di Trento. Arrestato dalla Gestapo il 28 giugno 1944 per l'azione della spia Fiore Lutterotti, che descrisse dettagliatamente la Brigata Cesare Battisti morì gettandosi il 6 luglio 1944, dal terzo piano della finestra della sede della Gestapo di Bolzano per sfuggire all'ennesima seduta di torture a cui era sottoposto da giorni.

 

La vicesindaca di Trento Mariachiara Franzoia ha ricordato la “lotta precoce e decisa contro il nazifascismo” condotta da Manci, “uomo d’azione e di pensiero, eroe europeo” che difese fino alla morte i suoi ideali. Ricorda inoltre la sua partecipazione come volontario al primo conflitto mondiale e poi la sua lotta da partigiano nella Seconda Guerra Mondiale. “Mai come oggi la parola eroe risulta più appropriata per descriverlo.” 

 

Corruzione, spirito di compromesso, equivoco politico e abitudine di transigere con i principi” questi erano i vizi dell’Italia secondo Manci durante il fascismo. Vizi ancora presenti nell’Italia contemporanea, un'Italia, spiega Cossali, “in cui si scende a patti con la Costituzione, in alcune zone è addirittura tornata la schiavitù e il razzismo permea il linguaggio popolare e i comportamenti”. 

 

Parlando dell’impegno delle nuove generazioni contro le odierne tendenze discriminatorie e i nuovi fascismi, il Presidente Cossali dice che “oggi ci sono gli strumenti, ma è importante favorire l’incontro intergenerazionale. Questo è ciò di cui fra le altre cose si occupa Anpi”. Ricorda che l’associazione ha modificato il proprio statuto per permettere a chiunque di iscriversi, se dichiaratamente antifascista. “La gente deve uscire dal proprio coma” sostiene, parlando dell'attualità del pensiero di Manci e dell’importanza dell’antifascismo oggi. “Siamo a metà del guado e c’è molto da lavorare, in una situazione nazionale che è influenzata anche dalla globalizzazione”.

 

Porta come esempio il movimento Black Lives Matter e l’azione scatenante che ha avuto la morte di George Floyd. “E’ stato necessario un evento per risvegliare le coscienze e ora bisogna continuare su questa strada. In Italia invece la situazione è bloccata. La gente è infastidita, si percepisce, ed è questo razzismo popolare che mi sconvolge. Però a forza di insistere e di gettare semi, la situazione migliorerà”. Il presidente dell'Anpi conclude parlando della situazione nella Penisola e di cosa si potrebbe fare nel concreto: “Per me un buon inizio sarebbe eliminare i Decreti Sicurezza. Questo darebbe sicuramente respiro a questo movimento, che non ritengo eccessivo definire 'di liberazione'”.

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