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Caso Silvia Romano, Sgarbi spiega: ''L'Italia è stata umiliata e voglio dichiarare il Mart contro la mafia e contro il terrorismo''

Il critico d'arte ritorna sulla querelle innescata da un suo post su Facebook e risponde ai consiglieri provinciali Alex Marini, Sara Ferrari e Paolo Ghezzi. Sgarbi: "I consiglieri che mi attaccano? Depensanti. Se la sua conversione sia frutto di un plagio solo il tempo potrà confermalo. Magari potrebbe essere una infiltrata, ci sarebbe voluta più cautela e non esibire così il rientro"

Di Luca Andreazza - 12 May 2020 - 20:42

TRENTO. "Anche io mi dichiaro islamico e il punto non è la fede religiosa perché ognuno può credere come gli pare. Il problema è un altro, l'Italia è stata umiliata e offesa", queste le parole di Vittorio Sgarbi che ritorna sulla querelle innescata da un suo post su Facebook e risponde ai consiglieri provinciali di opposizione Alex Marini del Movimento 5 stelle, Sara Ferrari del Partito democratico e Paolo Ghezzi di Futura (Qui articolo).

 

Sarebbe una novità, il critico d'arte si è spesso professato ateo, talvolta cristiano e anche in questo caso non sono mancate le polemiche. "E' un paradosso. La fede è una condizione interiore e si può avere senza proclamarla. Questi consiglieri non usano il cervello, sono dei depensanti. La 25enne è liberissima di essersi convertita ma non serve proclamarlo subito. Quindi io stesso mi dichiaro islamico - aggiunge Sgarbi - ma non giustifico i terroristi. La ragazza sarebbe dovuta scendere dall'aereo con i vestiti occidentali, almeno in quel momento, poi può agire come meglio crede. Ho deciso di proporre all’amministrazione provinciale e al Cda museale di dichiarare il Mart contro la mafia e contro il terrorismo, in difesa della democrazia e dei valori cristiani, di tolleranza e di libertà".

 

Appena uscito dal ''polverone'' legato al coronavirus (che aveva portato praticamente tutto il Mart a prendere le distanze dal suo presidente e il consigliere Alex Marini a chiedere le sue dimissioni dalla guida del Mart) quando aveva detto che ''non credo al coronavirus. E' il virus del buco del culo. Alzatevi, andate in giro, andate a Codogno'', ora Vittorio Sgarbi si è ''gettato'' in un'altra mischia, quella della liberazione di Silvia Romano, per la quale sarebbe stato pagato un riscatto.

 

"Se mafia e terrorismo sono analoghi, e rappresentano la guerra allo Stato, e se Silvia Romano è radicalmente convertita all’Islam, va arrestata (in Italia è comunque agli arresti domiciliari) per concorso esterno in associazione terroristica. O si pente o è complice dei terroristi''. Questo quanto scritto da Sgarbi sulla vicenda legata alla cooperatrice milanese rapita 18 mesi fa in Kenya e tenuta prigioniera in Somalia da uomini vicini al gruppo jihadista Al-Shabaab, l'organizzazione somala affiliata ad Al Qaeda (Qui articolo). Un commento al vaglio dei pm di Milano, che indagano sugli insulti e sulle minacce a Silvia Romano.

 

Questo il commento, affidato anche ai social, del presidente del Mart. E Silvia Romano non aveva praticamente ancora messo piede in Italia che si è accesa subito la polemica. "Se la sua conversione sia frutto di un plagio solo il tempo potrà confermalo, la libertà di culto e la conversione di Silvia non sono il tema in discussione. Il problema è l'esibizione delle insegne di quel gruppo terrorista che l'ha rapita e che sono dei criminali, ma che la ragazza ha lodato per la correttezza. Magari - aggiunge Sgarbi - potrebbe essere una infiltrata di Al-Shabaab, ci sarebbe voluta più cautela e non esibire in questo modo il rientro. Ripeto, l'Italia è stata umiliata e offesa, si è inginocchiata. Non tutti gli islamici sono terroristi: i mafiosi, per esempio, si professano cristiani, ma restano prima mafiosi e criminali. Il concetto è semplice".

 

Non manca un affondo sui consiglieri di opposizione. "Presenterò una interrogazione parlamentare - spiega - perché viene lesa la democrazia e la libertà di espressione che mi viene garantita dalla Costituzione. Inoltre sono deputato e quindi esprimo una considerazione politica. Legano sempre le mie dichiarazioni al ruolo di presidente del Mart, sono stato nominato per la conoscenza dell'arte e le funzioni diverse da quelle di parlamentare. L'unico appiglio che trovano per attaccarmi, sono un punto di riferimento e non hanno argomenti".

 

Duro su Alex Marini. "C'è una continua minaccia nei miei confronti. Invece - continua Sgarbi - dovrebbe iniziare a spiegare perché vive ancora nelle case popolari a fronte dell'indennità da consigliere provinciale da 10 mila euro. Non ha titolo per abitare lì in quanto non gli spetta questo diritto per quanto percepisce", conclude Sgarbi.

 

Il critico d'arte ritorna anche sulle dichiarazioni sul coronavirus. "A quei tempi i virologi consideravano Covid-19 come un’influenza, quindi è un riferimento depistante. Insieme al mio disprezzo per il virus il suggerimento 'andate a Codogno' era tutto meno che una istigazione alla coscienza, nessuno ha osservato che di tutti i paesi in quel momento possibilmente contagiosi, l’unico risanato e senza contagi alla data del mio intervento era proprio Codogno che quindi tornava tra i luoghi frequentabili senza rischio dopo le misure cautelative non prese altrove".

 

E per suffragare la sua tesi, il presidente del Mart cita un comunicato stampa di quel periodo: "Zero nuovi contagi - legge il critico d'arte - è il dato che oggi riguarda il Comune di Codogno, ormai famoso in tutto il mondo dopo aver fatto registrare il primo ricoverato da coronavirus riconosciuto in Italia. E immediato è arrivato il commento di Francesco Passerini, sindaco della città oltre che presidente della Provincia di Lodi che spiegava di essere particolarmente felice di quel risultato e affermava di aver fatto una quarantena seria".

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