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Controllo del cinghiale, la Pat approva la nuova disciplina. "Specie problematica che impatta sull'ambiente e le attività umane"

In vigore dal 2001, la Giunta ha modificato con un provvedimento la legislazione che regola la materia del controllo del cinghiale. Con modifiche più nella forma che nella sostanza e semplificazioni degli articoli, si cerca di migliorare la gestione di un animale decisamente problematico

Pubblicato il - 25 giugno 2020 - 18:25

TRENTO. Novità nell'ambito venatorio, dopo che la Giunta ha approvato la nuova disciplina che regola il controllo del cinghiale in provincia. Con un provvedimento proposto dall'assessora Giulia Zanotelli, dunque, la Pat cerca di riordinare la materia rendendola a suo giudizio più chiara ed accessibile, lasciandone intatta la sostanza, frutto dell'esperienza acquisita e del confronto con i soggetti interessati.

 

Le modifiche alla legislazione in materia, continua sempre la Pat, sono il frutto di un confronto con l'Ente gestore della caccia, che in questa nuova disciplina svolge un ruolo decisivo per quanto riguarda le attività messe in campo nell'area A, ridenominata area di contenimento, in cui lo stesso rappresenta il primo responsabile nel controllo sull'ungulato.

 

Nella revisione della legislazione precedente, pertanto, è stata cambiata la definizione della zonizzazione del territorio provinciale, che lo differenzia in funzione della presenza stabile o meno dell'animale. Altri articoli sono stati sostanzialmente semplificati, disciplinando nel dettaglio, ad esempio, l'attività di pasturazione, finalizzata ad attirare i cinghiali per catturarli.

 

Tra gli aspetti che cambiano con il nuovo documento, ci sono i corsi di formazione stabiliti per le guardie forestali, organizzati dall'accademia ambiente foreste e fauna del Trentino, istituita dalla Fondazione Edmund Mach. La nuova disciplina è stata comunque sottoposta previamente all'Ispra e all'Osservatorio faunistico.

 

Per la Provincia di Trento, si legge nel provvedimento, il cinghiale rappresenta una specie problematica in considerazione del pesante impatto che ha sulle colture agricole, sugli equilibri ecologici e sulla fauna selvatica. Azioni di immissione abusiva devono essere quindi scoraggiate, così come l'immigrazione spontanea dai territori confinanti.

 

L'attuale impostazione della disciplina di controllo del cinghiale è in vigore dal 2011 su tutto il territorio provinciale. L'attività di controllo consiste nell'abbattimento o cattura di specie non cacciabili o per le quali la caccia è sospesa, come è il caso del cinghiale e dei suoi ibridi, anche al di fuori dei periodi di caccia e nelle zone in cui la stessa, per motivi sanitari, per la tutela del suolo, per la selezione biologica, la tutela del patrimonio storico-artistico, delle produzione zoo-agro-forestali ed ittiche, è vietata.

 

Le finalità del controllo al cinghiale e agli ibridi sono contenere la specie dove la sua presenza è consolidata, affinché il suo impatto non sia di pregiudizio alle attività agricole e alle altre componenti dell'ecosistema, evitarne l'insediamento nel restante territorio provinciale e perseguire l'eradicazione delle forme ibride in tutto il territorio provinciale.

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