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Coronavirus, alla richiesta dei documenti si dichiarano "soggetti di diritto internazionale" e filmano il controllo. Nei guai un uomo

Un uomo è stato denunciato a Garda per i reati di calunnia, trattamento illecito di dati personali e rifiuto dell'accertamento dell'etilometro. Fermato con un altro soggetto, filmava i carabinieri intenti nel controllo, opponendo alle loro richiesta la minaccia di denunciarli alla corte dei diritti umani di Strasburgo. Non è la prima volta che qualcuno sostiene di essere un "soggetto di diritto internazionale"

Pubblicato il - 27 aprile 2020 - 14:09

GARDA. Un uomo della provincia di Mantova è stato denunciato in stato libertà all'autorità giudiziaria di Verona per i reati di calunnia, trattamento illecito di dati personali e rifiuto dell'accertamento etilometrico e delle sostanze stupefacenti. In compagnia di un'altra persona, infatti, questi si rendeva protagonista di una scenata di fronte ai carabinieri della stazione di Pastrengo giunti nel Comune di Garda per coadiuvare una pattuglia della locale che ne aveva sottoposto a controllo il veicolo.

 

I due, alla richiesta degli agenti di offrire le proprie generalità, si rifiutavano dichiarandosi “soggetti di diritto internazionale” e pertanto svincolati dal rispetto delle leggi nazionali. Chiamati a supporto dal personale della locale, i carabinieri intervenivano a quel punto ribadendo la richiesta dei documenti di identificazione e di circolazione del veicolo, ottenendo in risposta un ulteriore diniego.

 

Oltre a negare la possibilità di essere identificati, i due, risultati poi essere entrambi cittadini italiani, filmavano le fasi di controllo. Alla manifestazione del rifiuto dei militari al trattamento illecito delle immagini, il conducente asseriva che li avrebbe denunciati alla corte di Strasburgo per la grave violazione dei diritti che stavano commettendo.

 

Nel corso del controllo, nondimeno, i militari notavano sullo stesso dei sintomi che lasciavano ipotizzare un possibile uso/abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti. Alla richiesta di sottoporsi agli accertamenti previsti dal codice della strada, egli opponeva l'ennesimo rifiuto, ritenendoli anch'essi una violazione dei suoi diritti di “soggetto internazionale”.

 

In questo caso, l'ulteriore rifiuto causava il procedimento al sequestro amministrativo del mezzo, come disposto dalla normativa vigente. La consegna dei documenti, d'altra parte, avveniva invece dopo una lunga opera di convincimento, precedente di poco la rimozione del veicolo. I due a quel punto venivano sottoposti a una sanzione in quanto inottemperanti delle norme del Dpcm sul contenimento del virus. Il conducente della macchina, in particolare, risultava domiciliato in provincia di Mantova.

 

Al termine dell'operazione i carabinieri di Pastrengo denunciavano così, come suddetto, il conducente per i reati di calunnia, trattamento illecito di dati personali e rifiuto dell'accertamento etilometrico e delle sostanze stupefacenti. Il mezzo veniva come detto sequestrato, così come la patente di guida del conducente. Vista infine il fondato motivo che le immagini potessero essere state già postate sui social, i militari procedevano anche al sequestro penale dei 2 telefoni cellulari.

 

Non è la prima volta che accadono fatti simili. Rimbalzato su tutti i media nazionali, un uomo trentino era stato denunciato mentre andava in bici nonostante i divieti, rispondendo di non essere sottoposto alle leggi nazionali in quanto “soggetto di diritto internazionale”. Anche a Monzambano, vicino a Peschiera, due uomini fermati per i controlli si erano giustificati dicendo di essere diplomatici.

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